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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Corso Vigevano, 2

"Non rispettate il ramadan": due cristiano-copti aggrediti in strada a Torino Barriera di Milano

Entrambi sono finiti all'ospedale. La figlia di uno di loro: "Inaccettabile che qui succeda come nel nostro Paese"

Due egiziani di 62 e 71 anni sono stati aggrediti da un gruppo di altri nordafricani nel pomeriggio di lunedì 18 aprile 2022 mentre passeggiavano in corso Vigevano angolo piazza Crispi a Torino. "Li hanno accusati di non rispettare il ramadan perché mio zio, il più anziano dei due, stava fumando una sigaretta - racconta la figlia del più giovane - e, dopo averli insultati, li hanno presi a calci e pugni". I due uomini, che sono di religione cristiano copta e indossavano vistose croci ("Forse sono stati avvicinati per questo", spiega la ragazza), hanno terminato la loro giornata all'ospedale Giovanni Bosco dove sono stati medicati e dimessi con alcuni giorni di prognosi. Sporgeranno denuncia nei prossimi giorni. Sul luogo dell'accaduto è intervenuta una pattuglia della polizia, ma non ha trovato nessuno degli aggressori.

"La mia famiglia vive qui da 40 anni - racconta la ragazza - e mio padre ha fatto l'attivista contro abusi che le comunità copte sono costrette a subire in Egitto. Sostengo sia inaccettabile, dopo una vita di lotte per la libertà di culto, di opinione e di professione religiosa, che si arrivi qua in Italia (culla di tali principi) e si ottenga lo stesso trattamento di quei paesi non ancora democraticizzati nel quale non si conosce ancora il significato di libertà religiosa e laicità. In passato anche io sono stata aggredita verbalmente a Torino centro in periodo di ramadan poiché indossavo un vestito blu e recentemente questo è capitato anche a un amico di famiglia, attaccato perché stava mangiando".

L'assessore comunale Pentenero: "Contro ogni atto di violenza"

L’assessora alla sicurezza e ai nuovi cittadini del Coimune di Torino, Gianna Pentenero, ribadisce la propria condanna a ogni atto di violenza. "Attendiamo gli sviluppi delle indagini - ha dichiarato l’assessora -. Vogliamo però sottolineare l’importanza del rispetto del credo religioso di ogni cittadino. Da tempo la Città è impegnata, con tutti centri islamici, a promuovere l’informazione, l’osservanza e la condivisione delle regole, oltre che l’inclusione culturale e religiosa. Inoltre, l’amministrazione ha attivato, con tutte le istituzioni e le comunità etniche e religiose, tavoli di coordinamento per il contrasto all’estremismo e ai fenomeni di intolleranza".

L'assessore regionale Marrone incontrerà gli aggrediti

L'assessore alle politiche sociali e alla cooperazione internazionale della Regione Piemonte Maurizio Marrone incontrerà i due uomini aggrediti. "L'episodio che li ha visti - dichiara l'esponente di Fratelli d'Italia - è preoccupante perché ci dà il polso di quanto le nostre città stiano diventando territori franchi per integralisti islamici che non hanno alcuna intenzione di integrarsi, e anzi aggrediscono coloro che ritengono non rispettino la legge islamica. La comunità cristiano-copta subisce da anni le violenze dell'estremismo islamico in Egitto, con chiese bruciate, attentati kamikaze e aggressioni. Siamo al fianco dei cristiani perseguitati in Medio Oriente, così come di quelli delle nostre periferie. Il fatto che ora anche in Europa e a Torino si inizino a vedere replicate dinamiche inquietanti dovrebbe preoccupare tutte le istituzioni. Contro gli integralisti islamici servono pugno duro e rimpatri, non il buonismo che troppo spesso ha contraddistinto le amministrazioni comunali al governo di Torino".

Sul caso è intervenuta anche la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli: "Presenterò un'interrogazione al ministro dell'interno per chiedere conto di questa aggressione gravissima e di quali misure stia ponendo in essere lo Stato per contrastare fenomeni di questo tipo. In un momento in cui le nostre coste sono prese d'assalto da individui di cui non sappiamo nulla, forse sarebbe bene accertarsi di non importare ulteriori sostenitori della legge islamica nelle nostre periferie".

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