Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Iscrizioni in calo per gli asili nidi e le scuole materne del torinese

A causa della crisi economica degli ultimi anni, cambiano le abitudini delle famiglie: dal 2011 ad oggi le domande di adesione ai nidi sono diminuite del 22,8%

Calano le adesioni ai nido e alle scuole materne di Torino e provincia. Questo è il risultato preoccupante che emerge da un'indagine che si concentra sugli ultimi quattro anni. Dal 2011 al 2014 compreso, infatti, le domande d'iscrizione presentate agli asili nido hanno subito un calo del 22,8% ed un ulteriore calo del 10% è previsto nel 2015. E per le scuole d'infanzia, rivolte ai bambini dai 3 ai 6 anni, la situazione non è tanto migliore: dal 2011 ad oggi infatti le adesioni sono diminuite del 7,5%.

Dati allarmanti che rispecchiano un cambio di abitudini delle famiglie. Negli ultimi anni, con la crisi del lavoro, molti genitori hanno preferito tenere a casa i propri figli, risparmiando risorse economiche ed evitando anche i numerosi problemi che le scuole materne, loro malgrado, manifestano ogni giorno. La carenza di personale, spesso anche quello di sorveglianza, la mancanza di fondi per la manutenzione degli edifici e addirittura per la pulizia degli spazi destinati ad accogliere i bambini.

Il Coogen - Coordinamento genitori nidi, materne, elementari e medie - per ovviare al problema della spese delle famiglie, ha proposto l'introduzione - per asili nido e scuole materne -, di una "tariffa al consumo". I genitori, secondo quest'idea, pagherebbero una quota che si basa unicamente sul periodo di frequenza del bambino, risparmiando così molti soldi. "Questa soluzione non è possibile - ha però dichiarato l'assessore all'Istruzione del Comune Maria Grazia Pellerino -: i nidi e le scuole materne, per essere mantenuti, necessitano di molte risorse e in ogni caso, i bambini solitamente usufruiscono del servizio mensa. La tariffa al consumo determinerebbe soltanto una forte riduzione delle entrate".

E già con l'uscita anticipata facoltativa - comunque dopo la refezione - dei nidi e delle materne, istituita nel 2013, è stata data la possibilità alle famiglie di usufruire di tariffe più convenienti con una riduzione del 18% mensile per i nidi e del 25% per le scuole dell’infanzia. Servizio che ha avuto un discreto successo se si calcola che da quando è entrato in vigore, ha raccolto il 14% delle adesioni nei nidi e il 7% nelle scuole materne.

Le scuole materne di Torino oggi, devono anche fare i conti con i ritardi di pagamento dei contribuiti comunali del 2014, non ancora corrisposti del tutto. Conseguenze? Gli insegnanti riceveranno la tredicesima che doveva essere saldata a dicembre, distribuita su 6 o addirittura 12 mensilità e le famiglie hanno visto la retta annuale di iscrizione scolastica aumentare di 60 euro.

Dal canto suo il Comune è alle prese con i tagli dello Stato alla scuola che, monetizzando, viene quantificato in 400 mila euro, mediamente 6500 euro a scuola. "Nonostante questo 40% in meno di risorse negli ultimi 4 anni - ha spiegato l'assessore Pellerino - il Comune ha aperto e aprirà ancora nuovi nidi, spazi educativi e ludoteche. Da parte nostra non c'è assolutamente menefreghismo, purtroppo però è necessario fare i conti con la realtà". 

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