Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Centro / Piazza detta Carlina Carlo Emanuele II

Da 150 a 4 banchi: il mercato di piazza Carlina chiede aiuto

Uno degli storici mercati di Torino, in piazza Carlina, soffre una drastica riduzione dei banchi. Tra mille difficoltà, l'ultimo colpo l'ha assestato la Ztl

Erano in 150. Ora sono in 4. Questa la drammatica situazione del mercato di piazza Carlina, ridotto, nel giro di vent’anni, a contare le bancarelle sulle dita di una mano. “La Ztl ci sta uccidendo – spiega Francesco Venturino, dal banco dei fiori – non è possibile continuare a lavorare così: i clienti, con il blocco della circolazione in centro, non si vedono prima delle 10.30 e, a volte, non arrivano nemmeno dopo”. Ma la Ztl è solo una delle avversità contro cui gli ambulanti sono costretti a lottare. Nel corso degli anni ne hanno viste di tutti i colori, dalle modifiche viabili ai cantieri del centro, che hanno costretto molti banchi al trasloco. Fino all’esito attuale: quattro unità fisse, e una manciata di sorteggianti quando va bene.

E dire che quello di piazza Carlo Emanuele II è uno dei più rispettabili e storici mercati di Torino, secondo, forse, per importanza solo a quello di Porta Palazzo. Da quando la piazza venne fondata, nel Seicento, qui si allestiva il grande mercato del vino, tradizione proseguita ancora fino a tutto il Settecento e poi interrotta nell’epoca rivoluzionaria quando, purtroppo, la piazza vide l’allestimento della ghigliottina. Ma ancora nell’Ottocento il mercato tornò a vivere: le quattro bancarelle attuali sono quanto rimane di questa lunga tradizione. “Ormai, ad essere generosi, manca il 30% della clientela, rispetto a prima della Ztl”, commenta Giovanni Torretta, dal banco della frutta e verdura.

E sì che qualcuno aveva anche proposto di traslocare il mercato alla Gran Madre: ma la soluzione non ha avuto esito e, anzi, potrebbe essere controproducente:  “Ci conviene resistere in piazza Carlina – spiega il formaggiaio Vincenzo Paglialonga – se ce ne andassimo, potremmo perdere i nostri clienti affezionati”.

Insomma, una situazione che genera sconforto, e che a qualche ambulante fa balenare l’idea di chiudere il mercato. “Speriamo tutti in una rinascita – commenta ancora il fioraio –  ma, se le cose non cambiano, l’anno prossimo sarò costretto a lasciare il posto”.

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