Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Parella / Piazza Tommaso Campanella

Da 140 a 30 banchi: il mercato di piazza Campanella sta scomparendo

In piazza Campanella, cuore di borgata Parella, la crisi si fa sentire: i banchi sono ormai ridotti a poche decine, e i sorteggianti sono molti più dei fissi

PARELLA - La crisi sembra non aver fine, e a farne le spese sono sempre più spesso gli ambulanti del mercato. In piazza Campanella, però, la situazione è ormai drammatica. Un tempo una piazza fiorente e attiva, si è ridotta col tempo ad ospitare un mercato dove i posti fissi si contano sulle dita delle mani. In dieci anni il mercato è passato da 140 a 30 banchi, quando va bene.

“Rispetto a dieci anni fa, quando il mercato occupava tutta la piazza, ci siamo ridotti di oltre cento unità – spiega, costernato, Beppe, dal banco di frutta e verdura – gli incassi sono precipitati anche del 90%. Soltanto le tasse non sono diminuite, anzi”. Beppe, che è attivo in piazza Campanella da 46 anni, ricorda i momenti di floridità, quando la piazza era un luogo dove si lavorava molto, anche per la presenza del capolinea del tram 13. Ora la situazione è completamente diversa: molte postazioni sono vuote, e altre sono assegnate solo saltuariamente. In questi giorni piazza Campanella si presentava con 25 bancarelle, su 52 disponibili.

“Il problema è anche aggravato dalla vicinanza con altri mercati più grandi – commenta un ambulante, dal banco della pasta – in questo periodo siamo di più, solo perché siamo sotto Pasqua, ma negli altri giorni siamo ben di meno. E gli incassi, per me, si sono dimezzati”. I commenti si susseguono, tutti dello stesso tono: “Di questo passo, si chiude tutti – constata, allargando le braccia, un altro mercatale – ci sono troppi costi, e ormai il mio incasso è sceso del 70%: al sabato, siamo rimasti all’incirca in sette”.

Insomma, meno offerta significa meno passaggio. E la crisi costringe le persone ad andarsene; o a cambiare la propria offerta: come Francesco, che un tempo vendeva intimo firmato, e adesso si occupa di vestiario usato: “Siamo alla fame – commenta – Ogni anno ho circa 6000 euro di spesa, e guadagno 10-20 euro al giorno. Non potremo continuare così per molto”.

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