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Tasse da record, gli ambulanti pronti a scioperare ad oltranza

I mercati di tutta la città di Torino sono in rivolta. Gli ambulanti chiedono il congelamento della Tares e della Cosap e un aiuto per chi non riesce a pagare l'Inps

Tasse altissime, parcheggi assenti. E ancora i problemi con la direttiva Bolkestein e con dei mercati che non funzionano più come una volta. La grave crisi che sta colpendo gli ambulanti costringerà la categoria a scendere nuovamente in strada per protestare contro l’aumento incontrollato delle tasse che sta rovinando intere famiglie. Un nuovo sciopero della categoria, infatti, verrà programmato nei prossimi giorni. Ma le proteste potrebbero essere anche più d’una. Gli operatori dei mercati torinesi – tra le altre cose – torneranno a chiedere il congelamento della riscossione della Tarsu e della Cosap, l’abolizione del Vara, la chiusura domenicale dei centri commerciali e la repressione dell’abusivismo. “Ogni mercato ha i suoi problemi ma quello delle tasse riguarda tutti indistintamente” ci racconta un ambulante di corso Racconigi.

In giro per Torino c’è chi sta bene e chi sta parecchio male. Al mercato di via Rua le bancarelle si contano sulla punta delle dita, stessa situazione in corso Grosseto dove i lavori della stazione Torino-Ceres costringeranno il Comune di Torino a trovare un’altra collocazione per il mercato. Un flop assoluto è quello che riguarda il mercato coperto di corso Taranto. I banchi sono sempre meno e la merce esposta è quasi sempre la stessa. “Non c’è varietà merceologica, molti se ne sono andati. Alcuni hanno chiesto il trasferimento in largo Gottardo” ci racconta uno dei pochi sopravvissuti.

Lamentele anche da via Di Nanni pedonale. “Ci sono troppe postazioni vuote – spiega Massimo, macellaio -. Inoltre mancano i parcheggi e i vigili sono sempre pronti a multare chi si piazza, anche solo cinque minuti, in doppia fila”. La carenza dei posti auto tocca anche piazza Foroni che da mesi chiede la riqualificazione di un’area di piazza Bottesini. In piazza della Repubblica, invece, se la vedono male i banchi dell’extra-alimentare. “Siamo disperati, non abbiamo nemmeno i soldi per pagare gli affitti di casa” dichiara Alì, un ambulante straniero.

Ma la protesta riguarderà, tra le altre cose, anche la tassa sui rifiuti. Inoltre gli ambulanti chiederanno alla Regione e al Comune di dare una possibilità a chi non ha pagato l’Inps. Parliamo di commercianti che si vedono bloccare la licenza perché impossibilitati a versare la cifra richiesta. “La Città vuole tagliare la testa a chi non ha pagato l’Inps – conclude un ambulante -. Ma il problema di fondo è che la gente non guadagna e non ha i soldi per pagare”.

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