Cronaca Barriera di Milano / Corso Giulio Cesare

La crisi del piccolo commercio investe anche corso Giulio Cesare

Tra Barriera di Milano e Aurora si contano numerosi negozi chiusi. Un panorama desolante con serrande abbassate e vetrine vuote e la situazione non migliora nemmeno nelle vie adiacenti

Serrande abbassate, vetrine deserte, tanta polvere e una marea di cartelli con su scritto a lettere cubitali “vendesi” oppure “affittasi”. Dopo corso Vercelli la crisi ha investito altre vie e corsi di Barriera di Milano e borgata Aurora. In particolare a raccontare il loro disagio sono i negozianti di corso Giulio Cesare che hanno deciso di uscire allo scoperto per denunciare una situazione ormai insostenibile. La crisi del piccolo commercio ha finito per toccare anche una delle arterie principali della città. Almeno dieci le attività che hanno chiuso tra novembre e gennaio.

In particolare tra corso Emilia e via Martorelli dove si contano più kekab, parrucchieri africani e phone center che altro. Nei pressi di largo Giulio, giusto per dare un’idea, sono tre le attività che hanno abbassato per sempre la serranda. Due negozi di telefonia e un immobiliare. Così anche tra piazza Derna e via Porpora dove quattro esercizi commerciali sono stati costretti a chiudere o a trasferirsi altrove. Un’agenzia di assicurazioni, un negozio di oggettistica, un centro cucine e un’agenzia viaggi. Negozi, almeno questi ultimi, che riapriranno quanto prima. Come hanno spiegato i commercianti di via Porpora. "Alcuni negozi si sposteranno semplicemente di una via o di un isolato – spiegano da via Porpora -. Vogliamo tranquillizzare i residenti. Sappiamo come tirare avanti".



Ma proseguendo a piedi o in auto ci si può imbattere in altre vetrine dove ad abbondare è solo la polvere. Come all’altezza di via Elvo dove del negozio per abiti da sposa è rimasto solo più il ricordo. E non va meglio nemmeno avventurandosi in via Spontini o in via Monte Rosa. Attraversando corso Novara e cambiando quartiere si trovano però altre serrande abbassate, un bar e di un’ottica. "Qualcuno è andato via perché ormai nel negozio non entrava più nessuno – racconta Emilio, uno dei pochi esercenti rimasti -. Tanti hanno semplicemente cambiato zona sperando di trovare più fortuna. Recentemente sono arrivati nuovi acquirenti e qualcuno di questi ha già affisso il cartello “vendesi” sopra il suo negozio".


 

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