Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Aumentano gli anziani malnutriti, "Ma è possibile un pasto con meno di 5 euro"

Per colpa della crisi, aumentano gli anziani che mangiano poco e male, con conseguenti rischi per la salute. Giuseppe Paolisso, autore del libro "salva-anziani", spiega che è possibile mangiare bene spendendo poco

I dati fanno rabbrividire: mostrano un paese che sta diventando sempre più povero, nel quale i primi a fare le spese di questa situazione di crisi sono gli anziani. Persone che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, e che quindi tagliano dove possono; anche sul cibo. Sono circa un milione gli anziani over 65 a rischio malnutrizione, e ben due su tre ammettono di non mangiare a sufficienza per mancanza di risorse economiche. In una situazione del genere, aumenta la possibilità per loro di ricovero in ospedale.

Secondo i medici, tuttavia, è possibile mangiare bene, in maniera dignitosa e nutriente, spendendo da un minimo di 1,62 euro a un massimo di 5,20 euro al giorno: anche i pensionati con la "minima" possono perciò garantirsi una dieta equilibrata spendendo da meno di 50 euro al mese fino a poco più di 150 euro.

"La malnutrizione deve essere evitata a ogni costo, perché aumenta del 25% il rischio di ricoveri e accresce la mortalità" spiega Giuseppe Paolisso, presidente Sigg (Società Italiana di Geriatria e Gerontologia) e autore del libro 'salva-anziani' presentato a Torino nel corso del Congresso nazionale della società scientifica che ha avviato ieri i suoi lavori.

Da quel che ne è emerso, verdura e frutta di stagione, assieme a carne bianca e uova, pesce azzurro e legumi sono le tipologie di prodotti che costano meno e che aiutano a rimanere in salute. "Abbiamo messo a punto tre schemi alimentari considerando le esigenze di anziani di tre diverse fasce d'età: quelli fra 75 e 74 anni, per i quali servono 1500-1600 calorie al giorno; gli individui fra 75 e 80 anni, per cui si calcolano 1300-1400 calorie quotidiane; gli ultraottantenni, a cui bastano 1000-1100 calorie - spiega Giuseppe Paolisso, presidente SIGG e autore del libro presentato a Torino nel corso del COngresso nazionale della Sigg - Per gli uomini l'apporto calorico deve essere leggermente superiore rispetto alle donne, ma basta sostituire i legumi alla carne 3-4 volte alla settimana per riuscirci garantendosi comunque una buona quota di proteine''.

Nello studio, le possibilità per pranzo, cena e colazione sono affiancate dal prezzo minimo e massimo che si può spendere per portare a tavola i cibi descritti. Per una colazione di latte e fette biscottate o yogurt e pane bianco si possono spendere dai 30 ai 50 centesimi massimo; un pranzo con pasta al pomodoro e uovo oppure a base di minestrone e fettina di manzo si può oscillare fra i 60 centesimi e i 2,60 euro; anche la cena può andare da un minimo di 70 centesimi, se si mangiano verdure, uovo e una banana, a un massimo di 2,15 euro se si sceglie un trancio di tonno da accompagnare con vegetali di stagione e una mela. In questo modo, per Paolisso, a un ultraottantenne possono bastare 50 euro al mese per mangiare in maniera ottimale, per chi ha meno di 75 anni invece possono bastare 150 euro.

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