Cronaca

L'Aida del Regio approda in Oman ma le sarte devono riadattare i costumi

No a braccia e gambe nude, vietate anche a trasparenze e scollature

L'Aida del Regio è troppo "osé" e per il 14 settembre, in occasione dell'apertura della stagione della Royal Opera House di Muscat in Oman, gli abiti di attori e ballerini sono stati completamente riadattati. No alle tuniche che lasciano le gambe scoperte, no al perizoma, no alla scollatura della principessa e no anche all'effetto nudo.

Insomma, esportare l'opera nostrana in un paese musulmano rappresenta una gran soddisfazione ma riuscire a rispettare i criteri richiesti dai committenti, non è cosa facile. A gennaio il reparto di sartoria del Regio, dopo aver spedito i bozzetti degli abiti alla Royal Opera, ha ricevuto in tutta risposta il lungo elenco di modifiche da eseguire. 

Mesi e mesi di lavoro 

E per tutta la primavera ha lavorato al riadattamento di più di  100 costumi, tra coristi, ballerini e solisti. Le donne non devono mostrare braccia, attaccatura del seno e gambe, agli uomini non si deve vedere il petto e non sono permesse trasparenze.

Dunque, mano ad ago e filo, le sarte del Regio hanno provveduto a modificare i costumi, allungando le tuniche e mettendo le maglie sotto le corazze per coprire i toraci nudi. Ai ballerini, che in origine dovrebbero indossare solo perizomi, e gonnellino e reggiseno per le ballerine, si è scelto di far indossare una calzamaglia dorata nella scena del trionfo, riuscendo così a evitare l'effetto nudo. 

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