Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Aurora / Via Urbino

Moschea in via Urbino: pro e contro nella visione dei residenti

In un quartiere dissestato dai corposi lavori in corso, è stato inevitabile negli ultimi anni un calo della vivibilità e dell'integrazione sociale. Quali sono le potenzialità ed i rischi della futura costruzione della moschea?

Il definitivo sì alla costruzione della moschea in via Urbino ha creato molte perplessità tra i residenti del quartiere. Sarà situato nei locali di un ex magazzino in disuso all’angolo con corso Principe Oddone, in seguito alla definitiva sentenza del Tar, che ha bocciato il ricorso presentato da alcuni esponenti della Lega Nord. Dei rischi e delle opportunità derivanti dalla costruzione della moschea e dell’annesso centro culturale si è occupato il “Comitato corso Principe Oddone e vie limitrofe”, parte del CCST (Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi).

Il presidente del comitato, Gabriele Marcelli, spiega le preoccupazioni e le speranze dei cittadini: “Le problematiche legate alla moschea di via Urbino hanno a che fare con la convivenza dei residenti del quartiere con l’eventuale afflusso di fedeli musulmani. Tale convivenza potrebbe creare disagio, a partire da piccoli problemi come la viabilità nelle strade, tasto dolente del nostro quartiere, arrivando però a pericoli più seri, come il degrado, la delinquenza, lo spaccio di droga. Quest’ultimo è già ora un enorme problema”.
 
“Molti – prosegue Marcelli – sono preoccupati per la crescente immigrazione, e avere una moschea sotto casa di certo aumenterebbe il numero di arabi in via Urbino e nei dintorni. Personalmente, e in veste di presidente del Comitato, non credo che ciò celi realmente qualcosa di cui aver paura. Ritengo che ognuno abbia diritto di esercitare ovunque la propria religione, anche se diversa della nostra. Quel che è importante, ed è su questo che abbiamo insistito, è che ciò avvenga nel rispetto di tutti”.
 
“È per questo che siamo lieti di aver ottenuto il rafforzamento dei controlli delle forze dell’ordine, che vigilando sulla moschea controlleranno l’intero quartiere. Ciò si può rivelare provvidenziale, dato che corso Principe Oddone è diventato teatro nell’ultimo decennio di un progressivo degrado, accompagnato dall’aumento della microcriminalità e, come già detto, dello spaccio, principalmente nelle ore notturne”. 
 
“Questo – conclude Marcelli tirando le somme sul lavoro del suo comitato – è solo uno dei vantaggi che si potrebbero riscontrare con l’arrivo della moschea. Ma al contempo il nostro compito è impedire che chiunque possa nuocere al bene del quartiere. Ciò significa che l’incontro tra le due realtà dev’essere voluto da entrambe, ed è questo che noi auspichiamo, perchè ci occupiamo di salvaguardare la vivibilità del quartiere per tutti, e sottolineo tutti, i residenti”. 
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