Cronaca Aurora / Via Urbino

Una moschea a Torino? "Significa più sicurezza e più diritti per tutti"

La Lega contro la moschea in via Urbino. Torino è considerata la città italiana più accogliente nei confronti dei musulmani. Curti: "Quella della moschea è un'esigenza pratica"

La Lega Nord ha fatto (e sta facendo) di tutto per impedire la costruzione di una moschea a Torino, quartiere Aurora, affermando che "in quell’area erano previsti servizi, verde pubblico e impianti sportivi, invece rischiamo di trovarci un centro politico islamico". La macchina burocratica si muove con una lentezza inusuale – cautele normalmente non richieste spingono gli uffici a chiedere pareri e attenderne la risposta, rallentando il processo. Ma perché è necessaria una moschea a Torino?

Racconta Ilda Curti, Assessore alle Politiche di integrazione della città di Torino, che la combattuta moschea di Via Urbino ospiterebbe una comunità che esiste già, in un luogo chiamato Moschea della Pace. La Moschea della Pace è in Corso Giulio Cesare, un seminterrato di 80 metri quadri, dove si stipano per le celebrazioni oltre 500 persone. Le conseguenze sono immaginabili: la sicurezza non può essere garantita, spesso i fedeli sono obbligati a fermarsi nell'androne del palazzo o del cortile. I rapporti col vicinato sono tesi, più che a causa di differenze culturali o xenofobia, per la fatica di convivere in uno spazio così limitato, e inadatto ad ospitare una comunità viva e numerosa.

Una perplessità spesso sollevata da coloro che osteggiano la moschea è quella dei finanziamenti. La paura del fondamentalismo islamico contamina la fiducia nella provenienza dei capitali. La risposta a tale perplessità sta nella costituzione di una onlus (costretta, in quanto tale, a tenere bilanci pubblici) che amministrerà finanziariamente la struttura. I finanziamenti principali arrivano dal governo del Marocco. I nostri amministratori hanno già incontrato il ministro marocchino della diaspora per prendere accordi: i marocchini emigrati sono la seconda fonte di Pil del Marocco, che è dunque interessato rendere la permanenza all'estero più serena possibile. Lettere contenenti cautele diplomatiche riguardo i rischi di infiltrazioni da parte di gruppi violenti sono già state indirizzate dall'assessore Curti al ministro Frattini, che ha dato il suo appoggio, seppure a titolo personale.

Torino è considerata la città italiana più accogliente nei confronti dei fedeli musulmani. E' permessa la macellazione rituale al macello pubblico fin dal 1995, una parte del cimitero sud è dedicata all'Islam, i menù scolastici permettono varianti per andare incontro alle esigenze religiose. “Quella della moschea è un'esigenza pratica, ma soprattutto è conveniente” dice l'assessore, “significa più sicurezza e più diritti per tutti”.
 

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