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A Torino rifiuti dai costi record: si pagano 70 euro in più a testa

Nel capoluogo piemontese la raccolta rifiuti costa cara. Anche 70 euro in più a testa, mentre Amiat impiega due cittadini ogni mille abitanti

I rifiuti, si sa, hanno un costo: eccome se ce l’hanno. Smaltire la spazzatura delle nostre città rappresenta una spesa elevatissima, ma a Torino ancora di più. Se in media, in Piemonte, come riporta La Stampa, il costo del servizio è di 159,4 euro per abitante, nel capoluogo raggiunge i 183,8 euro; per contro, a Chieri si spendono ben 70 euro in meno: 113.3. Una disparità notevole, che comporta per i torinesi un costo maggiore del 13% rispetto alla media degli altri consorzi.

Veder diminuita la Tares, a Torino, rimane un miraggio. Sulle bollette di chi abita sotto la Mole gravano i 1836 dipendenti di Amiat, con 330 impiegati, quadri e dirigenti, che rendono l’ente decisamente costoso, per una città che sfiora i 900mila abitanti: ogni mille torinesi, due lavorano in Amiat. La cura dimagrante aiuta, ma anche con i tagli (che hanno snellito Amiat di 174 dipendenti a fine 2010) il numero resta alto. Fin troppo, se confrontato con gli altri consorzi piemontesi: il rapporto impiegati-cittadini in media è di 1.30 ogni mille abitanti; a Moncalieri e Nichelino è di 0.15 dipendenti, in Valle Susa o Valli di Lanzi dello 0.3. Chi super il dipendente ogni mille (come Asa, Seta, Cidiu) si ferma all’1.5.

Per Amiat rimane essenziale uniformare i costi, anche osservando come vanno le cose nel resto del Piemonte. Snellire la bolletta, altrimenti, resterà un miraggio.

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