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In centro a Torino manifestano gli studenti: "Siamo il futuro, ma senza un futuro"

Le richieste e il percorso del corteo

Circa 200 studenti di Last e Studenti Indipenti alle 10 circa di oggi, venerdì 19 novembre, hanno dato vita a un corteo che da piazza Vincenzo Arbarello si sposterà per il centro di Torino fino ad arrivare in piazza Castello. Il percorso che seguiranno i manifestanti è il seguente: piazza Vincenzo Arbarello, corso Vittorio Emanuele, passaggio davanti al Miur, Porta Puova, via Accademia Albertina (Ztl) e in piazza Castello. GTT avvisa: "Dalle 10 circa a causa di un corteo studenti che percorrerà piazza Arbarello, corso Galileo Ferraris, corso Vittorio Emanuele II, via Accademia Albertina, via Rossini, corso San Maurizio, viale dei Partigiani, piazza Castello, percorso normale, tutte le linee transitanti effettueranno percorsi alternativi".

I motivi della protesta

Tra le richieste degli studenti figurano: il biglietto unico per tutti trasporti città, libri e tablet gratuiti e maggiore cura dell'edilizia scolastica (riscaldamento e problemi strutturali).

 "All’alba di un nuovo anno scolastico, dopo due anni di crisi pandemica in cui la scuola è stata all’ultimo posto nelle priorità del paese, le problematiche che viviamo all’interno delle nostre scuole sono ancora troppe. A partire dai mesi precedenti al rientro, in cui abbiamo assistito a dibattiti tra partiti e politici, ma nessuno studente reale è stato interpellato. Il 94.4% degli intervistati dichiara infatti che le decisioni sulla riapertura sono state prese senza consultare gli studenti della scuola. Eppure non è questo il dato più allarmante: il 49.1% dellə intervistatə dichiara che la propria aula non è sufficientemente grande per il numero di studenti che ospita. Un fenomeno, quello delle classi pollaio, che non ci è nuovo", dicono prima di elencare alcuni casi specifici. 

 Poi sulla DAD e sul diritto allo studio aggiungono: "La DAD ha aumentato le disuguaglianze tra chi poteva permettersi un device per connettersi alle lezioni e chi ha dovuto attendere mesi prima che la scuola fornisse i materiali necessari. Alunni che sono stati lasciati indietro e hanno perso mesi di lezioni, con il tasso di dispersione scolastico della nostra regione che è salito a livelli estremi posizionandosi al quinto posto in Italia per abbandoni scolastici con percentuali del 12%. Dunque un diritto allo studio che non è garantito a tuttə e una scuola non realmente accessibile: una famiglia arriva a spendere ogni anno 1.200 euro per acquistare tutto l’occorrente per l’istruzione dellə propriə figliə. A dirlo sono i dati del Codacons che come ogni anno fornisce i dati ufficiali sul caro-scuola e quest’anno ha certificato che per il materiale scolastico i prezzi sono in rialzo del +3.5%. Quello che chiediamo è che lo stato investa almeno il 5% del PIL nell’istruzione, al contrario dell’attuale 3.5%, arrivando così a uguagliare la media europea".

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