Cronaca Aurora / Corso Principe Oddone

Il cantiere, la crisi. Così corso Principe Oddone ha perso tutto il suo appeal

I commercianti della zona hanno abbandonato la nave che affonda. E oggi è ancora impossibile sapere quando finiranno i lavori del passante ferroviario

La crisi continua a strozzare il commercio al dettaglio, indipendentemente dal quartiere. Gli ultimi a farne le spese sono stati i commercianti di corso Principe Oddone, strangolati da montagne di debiti e dalla difficile – e forse quasi impossibile – convivenza con il cantiere del passante ferroviario. Gli infiniti lavori hanno finito per danneggiare seriamente le attività della zona, in particolare quelle comprese tra piazza Baldissera e corso Ciriè. La mancanza di parcheggi e le strade chiuse hanno finito per gravare sugli esercenti provocando mese dopo mese una drastica diminuzione del giro d’affari. Tanti, troppi, coloro che si sono ritrovati costretti ad abbassare la serranda. Dal verduriere al carrozziere passando per il sarto e il tipografo.

“Siamo arrivati ad un punto di non ritorno – racconta con sincerità uno dei pochi negozianti rimasti -. Non riusciamo più ad arrivare a fine mese. E tutto per colpa di questo cantiere lumaca che va avanti da troppi anni”. Far quadrare i bilanci, in poche parole, è diventata una vera e propria impresa. Così come pagare le bollette della luce, dell’affitto o quelle del gas. Le numerose proteste degli esercenti verso il Comune di Torino, iniziate qualche anno fa, non hanno ancora portato al benché minimo risultato. Niente sgravi e – neanche a dirlo - nessuna novità sulla fine dei lavori che ancora oggi rimane un vero e proprio mistero.

“Nella zona sono diminuiti i passaggi delle auto e gli unici rallentamenti che si verificano sono quelli causati dai quotidiani ingorghi e dagli incidenti” rincara un altro negoziante. Una polemica che vista la situazione potrebbe durare ancora a lungo. “Le istituzioni si sono dimenticate di questo quartiere – chiosa la consigliera del Pdl della circoscrizione Sette Maria Luigia Antonacci -. Siamo stufi di sentire tante parole che poi, puntualmente, non si trasformano mai in fatti. L’amministrazione comunale ha il dovere di tutelare i negozianti e deve farlo prima che questa zona della città si trasformi in un deserto”.

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