Coronavirus Piemonte, Icardi: "Test sierologico per dipendenti e ospiti delle case di riposo"

Servono ventilatori. Alberto Cirio: "Verso la saturazione della terapia intensiva. Rischiamo di non farcela". 53 morti nelle ultime 24 ore

Immagine di repertorio

L’Unità di crisi della Regione Piemonte ha disposto di effettuare il test sierologico a tappeto per tutti i dipendenti e gli ospiti delle oltre 700 case di riposo della regione. Lo annuncia l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, che ieri ha incontrato in videoconferenza le rappresentanze dei datori di lavoro delle case di riposo e, oggi, la rappresentanze sindacali dei lavoratori delle stesse strutture, ottenendo da tutti la più ampia condivisione dell’operazione.

Sabato mattina saranno campionate le prime due case di riposo per la validazione delle procedure, dopo di che, fatte le necessarie valutazioni di efficacia, si procederà progressivamente su tutte le strutture. 

“I test sierologici – osserva l’assessore Icardi – offrono un primo screening rapido dell’infezione, in grado di identificare infezioni tardive, pregressi contatti col virus e avvenuto sviluppo di immunità e possono essere utili per confermare la possibilità di consentire il ritorno al lavoro del personale sanitario risultato negativo al tampone. In più – conclude Icardi -, permettono di raccogliere preziosi dati per le analisi epidemiologiche dell’avvenuto contatto col virus in ampie fasce di popolazione”.

Sul piano tecnico, il dosaggio degli anticorpi IgM e IgG anti-COVID valuta l’avvenuto contatto col virus da parte delle difese immunitarie del soggetto. A seconda della presenza e del dosaggio delle une e delle altre, è possibile avere delle informazioni rispetto alla fase della malattia, ovvero se questa è in fase acuta o se è stata superata.

Il bollettino delle 19

Questa sera, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 38 cosi suddivisi su base provinciale: 19 residenti in provincia di Torino, 3 nell’Alessandrino, 5 nel Cuneese, 5 nell’Astigiano, 3 del Novarese, 1 nel Vercellese, 2 provenienti da fuori regione. Altri 144 pazienti sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e attendono ora l’esito del secondo. 

Sono 29 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati questa sera dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 17 in provincia di Torino, 1 a Vercelli, 2 nell’Alessandrino, 2 nel Cuneese, 1 nel Vco, 1 nell’Astigiano, 5 nel Novarese. Il totale complessivo è ora di 598 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 135 ad Alessandria, 23 ad Asti, 57 a Biella, 37 a Cuneo, 82 a Novara, 193 a Torino, 26 a Vercelli, 35 nel Verbano-Cusio-Ossola, 10 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte. 

Sono 7.228 le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.156 in provincia di Alessandria, 307 in provincia di Asti, 378 in provincia di Biella, 528 in provincia di Cuneo, 609 in provincia di Novara, 3.435 in provincia di Torino, 360 in provincia di Vercelli, 288 nel Verbano-Cusio-Ossola, 65 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 102 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 440 a fronte di 502 posti disponibili. I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 20.197, di cui 12.581 risultati negativi.

Il personale sanitario aggiuntivo reclutato da inizio emergenza

Continua il potenziamento delle personale del Servizio sanitario regionale per affrontare l’emergenza COVID-19. Dall’apertura dell’Unità di crisi ad oggi, sono complessivamente 1.467 le risorse umane aggiuntive reclutate con diverse forme contrattuali dalle Aziende sanitarie regionali del Piemonte. Tra queste, 269 medici, 692 infermieri e 461 operatori socio-sanitari.
In particolare, le nuove risorse risultano così distribuite: 202 Asl To3, 159 Città di Torino, 113 Ospedale Novara, 333 Città della Salute di Torino, 108 Asl Vc, 91 Asl Cn1, 77 Ospedale San Luigi Orbassano, 41 Asl Al, 46 Ospedale Santa Croce Carle Cuneo, 49 Ospedale Mauriziano Torino, 52 Asl To4, 44 Ospedale di Alessandria, 51 Asl Bi, 46 Asl To5, 22 Asl At, 10 Asl Cn2, 13 Asl No e 10 Asl Vco.
“La battaglia che si combatte ogni giorno contro il coronavirus – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi – non conosce sosta. Siamo soddisfatti della risposta dei medici, degli infermieri e degli operatori socio-sanitari, il sistema sta facendo ricorso a tutte le risorse disponibili per affrontare al meglio l’emergenza”.

Servono ventilatori, Cirio: "Se questa curva non si abbassa rischiamo di non farcela"

Il presidente Alberto Cirio ai microfoni di Radio Uno Rai: "Stiamo arrivando al livello di saturazione della terapia intensiva, nonostante la Regione abbia raddoppiato i posti letto. Se questa curva non si abbassa rischiamo davvero di non farcela, di qui il mio appello accorato a Roma di inviare ventilatori in base alle effettive urgenze e agli effettivi bisogni". Sugli approvvigionamenti di materiale sanitario, Cirio conferma che col Governo "c'è molta tensione, qualcosa inizia ad arrivare, ma è ancora poco". 

Il bollettino delle ore 13

Questa mattina l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti è salito a 35, cosi suddivisi su base provinciale: 16 residenti in provincia di Torino, 3 nell’Alessandrino, 5 nel Cuneese, 5 nell’Astigiano, 3 del Novarese, 1 nel Vercellese, 2 provenienti da fuori regione.

Sono 24, invece, i decessi di persone positive al Coronavirus comunicati questa mattina dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 6 in provincia di Torino, 2 nell’Alessandrino, 1 nel Cuneese, 1 nel Vco, 3 nell’Astigiano, 1 nel Biellese, 10 nel Novarese.

Il totale è ora di 569 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 133 ad Alessandria, 22 ad Asti, 57 a Biella, 35 a Cuneo, 77 a Novara, 176 a Torino, 25 a Vercelli, 34 nel Verbano-Cusio-Ossola, 10 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

Sono 7.092 le persone finora risultate positive al Coronavirus in Piemonte: 1.106 in provincia di Alessandria, 303 in provincia di Asti, 367 in provincia di Biella, 518 in provincia di Cuneo, 609 in provincia di Novara, 3.361 in provincia di Torino, 358 in provincia di Vercelli, 288 nel Verbano-Cusio-Ossola, 66 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 116 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 431 a fronte di 502 posti creati. I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 19.705, di cui 12.202 risultati negativi.

Alloggi ATC pronti per i medici che arrivano da fuori regione

Sono 16 gli alloggi messi a disposizione della Protezione civile da parte dell’ATC Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale per ospitare parte del personale medico proveniente da fuori regione per l’emergenza. I 16 minialloggi non vengono sottratti alle assegnazioni previste per contrastare l'emergenza abitativa: si tratta di monolocali di piccola metratura che sono stati esclusi dal circuito delle assegnazioni perché troppo piccoli per le famiglie in graduatoria. Finita l'emergenza, saranno rimessi a bando per l'affitto come edilizia agevolata, da destinare quindi a categorie quali lavoratori in trasferta o studenti.

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 “Un’iniziativa tanto utile quanto preziosa – sottolinea l’assessore regionale per la Protezione civile Marco Gabusi -. La Protezione civile ha preso in carico ieri sera dall’ATC otto piccoli alloggi nella zona dell’ospedale Molinette e altri otto in zona Mauriziano, che possono essere destinati al personale medico e paramedico che sta raggiungendo il Piemonte da altre regioni o altri Paesi. È essenziale dare uno spazio confortevole a medici e operatori al termine degli estenuanti e lunghissimi turni di lavoro che devono affrontare per curare i nostri malati. Appena ricevuta la comunicazione abbiamo immediatamente contattato gli ospedali per informarli della disponibilità e della possibilità di attrezzare gli spazi in pochissimi giorni. Ringraziamo di cuore l’ATC per la proposta, alla quale potrebbero seguirne di analoghe da parte di strutture ricettive e operatori del settore immobiliare, che stiamo valutando”.
 

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