Non si fermano le morti per il coronavirus: 22 nelle ultime ore, adesso sono 166. Primi tre guariti

Superati i mille casi in provincia di Torino

immagine di repertorio

Tra le 18.30 di ieri, martedì 17 marzo 2020, e le 18.30 di oggi, mercoledì 18, sono 22 i nuovi decessi in Piemonte di persone positive al test del coronavirus: 10 in provincia di Torino (sette uomini e tre donne), due in provincia di Biella (tutti uomini), due della provincia di Novara (tutti uomini), due in provincia di Vercelli (tutte donne), tre in provincia di Alessandria (un uomo e due donne), una della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, uno della provincia di Cuneo (uomo) e una della provincia di Genova ricoverata in Piemonte.

Il totale complessivo è ora di 166 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 59 ad Alessandria, 5 ad Asti, 22 a Biella, 8 a Cuneo, 16 a Novara, 35 a Torino, 12 a Vercelli, 7 nel Verbano-Cusio-Ossola, 2 residente fuori regione (ma deceduti in Piemonte).

Il 67% dei deceduti sono uomini, il 33% donne. L’età media è di 81 anni.

Sono salite a 2.659 le persone finora risultate positive al virus in Piemonte: 408 in provincia di Alessandria, 116 in provincia di Asti, 121 in provincia di Biella, 170 in provincia di Cuneo, 199 in provincia di Novara, 1171 in provincia di Torino, 131 in provincia di Vercelli, 100 nel Verbano-Cusio-Ossola, 32 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi.

I restanti 211 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 227.

I tamponi finora eseguiti sono 8.140, di cui 5174 risultati negativi.

Primi tre pazienti dichiarati guariti

Sono tre i primi pazienti virologicamente guariti dal contagio.

Si tratta di due uomini di Torino (uno di 42 anni e l’altro di 61 anni), entrambi ricoverati all’ospedale Carle di Cuneo, e una donna astigiana di 78 anni, ricoverata all’ospedale di Asti.

Lo ha comunicato nel pomeriggio l’Unità di crisi della Regione Piemonte, osservando che si tratta di guarigioni rispondenti alle indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità, cioè documentate da  due test negativi consecutivi a distanza di 24 ore.

Tutti e tre i guariti sono stati dimessi e sono tornati a casa.

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