Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

La legge del 2000 è rimasta solo su carta, ma i controllori vogliono il titolo di Polizia amministrativa

Gli assistenti alla clientela di Gtt lo hanno chiesto all'assessore dopo averlo chiesto invano in passato. Ma le continue aggressioni hanno riacceso i fari su un argomento già oggetto di una legge regionale del 2000, ripresa in mano e modificata nel 2009

Qualche giorno fa l'assessore ai trasporti del Comune di Torino, Claudio Lubatti, aveva incontrato gli assistenti alla clientela del Gruppo Torinese Trasporti, la società che gestisce il trasporto pubblico cittadino. In quell'incontro i lavoratori, i cosiddetti controllori, avevano espresso al rappresentante della Giunta del sindaco Piero Fassino tutta la loro preoccupazione per la situazione sicurezza del loro lavoro, preoccupazione sfociata in diverse occasioni in vere e proprie aggressioni fisiche. Una delle questioni sottolineate maggiormente è stato un tema già discusso nel 2000 in Consiglio regionale, ma che, da allora, è rimasto alle parole e non è passato fatti. Gli assistenti alla clientela Gtt hanno chiesto che venga riconosciuto loro il titolo di agenti di Polizia amministrativa.

Per capire meglio questo aspetto abbiamo intervistato Damiano De Padova e Salvatore Russo, sindacalisti della Rsu dell'Ugl e dipendenti Gtt, da sempre attenti ai problemi della sicurezza negli ambienti come metro, pullman e tram, oltre che di quella dei lavoratori stessi.

Qual è la situazione attuale degli assistenti alla clientela (controllori, ndr)?
E' una condizione non certo di sicurezza. I numeri parlano chiaro: nel 2013 ci sono stati 53 nostri colleghi coinvolti in episodi critici e costretti ad infortunio. Quest'anno la situazione non è molto cambiata visto che fino al mese di agosto i numeri parlavano di 32 infortunati, oltre a diversi casi in cui non c'è stato magari bisogno delle cure mediche, come casi di sputi o mele lanciate addosso. Tutte situazioni che non ci fanno lavorare stando sicuri.

Chiedete il titolo di agenti di Polizia amministrativa, ma attualmente cosa siete?
Attualmente l'assistente alla clientela è un pubblico ufficiale solo quando fa un verbale. Per il resto della sua giornata lavorativa è un incaricato di pubblico servizio, come ad esempio lo è un autista di mezzi pubblici. E tra i due titoli c'è una differenza enorme, soprattutto per quanto riguarda la tutela legale.

Spiegate meglio.
La prima differenza, per capire il ruolo di agente di Polizia amministrativa, consiste nel fatto che saremmo pubblici ufficiali da quando iniziamo a quando finiamo il servizio lavorativo. Il cambio di status giuridico è una condizione che in primis permetterebbe di procedere d'ufficio contro chi ci aggredisce. Ma questa è solo la prima differenza appunto, perché il procedere d'ufficio sarebbe seguito da una pena maggiore, come avviene nel caso dei Carabinieri ad esempio, visto che anche loro sono pubblici ufficiali. In più avremmo più poteri e strumenti di controllo e di identificazione che attualmente non abbiamo, tra cui quello di chiedere il documento a chi è sprovvisto di biglietto. Se ora non ce lo vogliono esibire non possiamo obbligare nessuno a mostrarcelo, mentre se fossimo agenti di Polizia amministrativa e non adempiessero alla nostra richiesta incorrerebbero in una resistenza passiva a pubblico ufficiale, un reato.

Quindi ad oggi se trovate qualcuno senza biglietto rischiate di fare il verbale a persone che potrebbero non essere effettivamente chi dicono di essere?
Si esatto e questo lo abbiamo sottolineato anche all'assessore Lubatti. Noi verbalizziamo con i dati che ci vengono forniti e poi chiediamo di firmare l'autocertificazione, cosa che comunque non sono obbligati a fare. Quindi il cambio di titolo giuridico eviterebbe anche ai cittadini di ricevere multe che in realtà non hanno mai preso.

Questo risolverebbe il problema dei portoghesi?
No di certo, ma sicuramente sarebbe un fortissimo deterrente per chi sale sui mezzi pubblici senza biglietto perché tanto sa che se la può facilmente cavare.

E il titolo di Polizia amministrativa risolverebbe il problema della vostra sicurezza?
Neanche qui possiamo dire di sì. La sicurezza è un tema delicato e può essere compreso meglio pensando ad una torta fatta da tanti ingredienti. Il titolo di Polizia amministrativa sarebbe un ingrediente base per l'ipotetica torta chiamata "sicurezza": senza questa non si può andare avanti, ma solo con questa neanche.

Del cambio di status se ne parlò già nel 2000 in una legge regionale, perché ne stiamo parlando ancora oggi?
Sì, la legge del 4 gennaio 2000, successivamente ripresa in mano e modificata nel dicembre 2009, parlava chiaramente di cambio di status giuridico. Quella legge però è rimasta carta perché nessuno si è occupato di far diventare tutto attuativo. Addirittura a marzo con una mozione del Consigliere Maurizio Marrone la Sala Rossa aveva impegnato la Giunta comunale ad attivarsi nei confronti di Regione e Gtt per arrivare ad un rapido riconoscimento del titolo, ma fino ad oggi nulla. Secondo noi il problema è politico.

Fosse già avvenuto il cambio di status oggi parleremmo di meno casi di aggressione?
Forse no perché come detto non basta quello a migliorare la sicurezza. La persona ubriaca non guarda se hai una divisa prima di comportarsi o reagire in un certo modo. Certo è che avrebbe funzionato da un lato da deterrente, dall'altro avremmo fatto multe a persone di cui eravamo certi della loro identità. Quello del rinascimento dello status di agenti di Polizia amministrativa sarebbe un primo passo importante per la sicurezza reale, e non solo per una parvenza di sicurezza.

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