No Tav, contestazioni a Caselli. Perino: "Basta, gli facciamo solo pubblicità"

Basta contestare il Procuratore di Torino Gian Carlo Caselli durante le presentazioni del suo libro "perché gli facciamo pubblicità": lo ha detto il leader del movimento No Tav, Alberto Perino

Del caos che si sta scatenando attorno alle contestazioni dei No Tav al magistrato torinese Giancarlo Caselli, è intervenuto anche il leader degli attivisti Alberto Perino. Abbiamo contestato Caselli in tante occasioni. Personalmente, non andrei più a contestarlo perché gli facciamo pubblicità. Senza di noi - ha aggiunto Perino durante la "lezione" tenuta ad una cinquantina di studenti a Palazzo Nuovo - avrebbe parlato con non più di 20 persone alla volta. Con la nostra contestazione, invece, è passato dalla parte della vittima e si é fatto intervistare da tutti".

Sempre durante la "lezione" di Palazzo Nuovo, il leader Alberto Perino ha poi rivolto indirettamente due domande a Caselli sui provvedimenti cautelari nei confronti di 41 attivisti del movimento No Tav. Nella prima ha chiesto: "Se Spaccarotella, che era un poliziotto, non ha fatto un giorno di galera prima del giudizio della Cassazione e ha continuato a essere in servizio (e poteva reiterare il reato ogni giorno) perché hanno messo dentro i nostri?".

La seconda, invece, è "in base a quale disposizione le 'forze del disordine' continuano a occupare le aree antistante e retrostante il museo e la cantina sociale della Maddalena, visto che le aree del cantiere sono altrove?". Perino ha argomentato il pensiero dicendo che "esiste un solo disegno del cantiere approvato dal Cipe e non vi sono state, allo stato attuale, modifiche valide. Allora - ha concluso - la legge dovrebbe valere per tutti o per Ltf è diversa?". (Ansa)

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