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Uccise la moglie dell'amante, confermato l'ergastolo per Crivellari

La Corte d'assise d'appello ha confermato l'ergastolo per Maria Teresa Crivellari. La donna è accusata del sequestro, dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere di Marina Patriti

Confermato l'ergastolo per Maria Teresa Crivellari, la donna che nel 2010 fece rapire e uccise con del veleno Marina Patriti, la moglie del suo amante. Un delitto consumatosi in provincia tra Bruino e Sant'Ambrogio.

Questa mattina la Corte d'Assise ha confermato la sentenza di primo grado: ergastolo. Pari pena anche per i complici Alessandro Marella e Andrea Chiappetta, 15 anni e mezzo e 16. Ridotta invece quella di Calogero Pasqualino, da 15 a 12 anni, perché a differenza degli altri due ha partecipato sì al rapimento, ma non aveva previsto che la vittima sarebbe stata uccisa.

I giudici hanno anche confermato le provvisionali per i parenti della vittima: 300.000 euro a testa per i due figli, 200.000 per il padre.

"Ho avuto nelle mie mani la vita della povera Marina Patriti e ho sbagliato. Voi avete nelle vostre mani quello che resta della mia vita e confido che non sbaglierete come invece ho fatto io". Questa l'appello lanciato da Maria Teresa Crivellari prima che iniziasse la seduta. Lo ha scritto in un documento di quattro pagine, letto poi dal suo avvocato Giampaolo Mussano.

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