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Uber Pop addio, Tribunale conferma blocco su tutta Italia: "Ora aspettiamo lo Stato"

Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso presentato dalla società californiana in merito alla sentenza che ne proibiva l'applicazione per concorrenza sleale nei confronti dei tassisti regolari

L'Italia dice addio a Uber Pop. Il Tribunale di Milano ha, infatti, confermato il blocco dell'app californiana per il trasporto low cost su tutto il territorio nazionale, respingendo la sospensiva che la stessa società aveva disposto nei confronti del provvedimento dello scorso 26 maggio, dove la magistratura aveva già disposto il blocco dell'app Uber Pop per concorrenza sleale nei confronti dei tassisti regolari.

Una vittoria schiacciante per la categoria anche in vista delle motivazioni che hanno accopagnato la sentenza. Sì perchè alla base del blocco ci sarebbero anche "le ragioni di sicurezza del consumatore", laddove il servizio permette a chiunque di fare il driver anche senza licenza. In più, secondo i giudici, il sistema dei prezzi di Uber Pop non ha regole predeterminate e trasparenti, elemento che va a discapito, anche qui dei consumatori.

"Abbiamo finalmente toccato con mano che uno dei poteri dello Stato funziona - afferma Federico Rolando portavoce dei tassisti torinesi -. Aspettiamo sempre che lo Stato, a fronte di questa ennesima condanna da parte di una magistratura con la schiena dritta, prenda una posizione netta e distante da tutto ciò che è illegale a favore di 50mila imprese legali italiane".

Una lotta senza eslcusione di colpi quella che si è verificata negli ultimi mesi e che ha trovato il suo teatro principale proprio a Torino dove le categorie taxi non si sono date per vinte e hanno continuato sulla loro linea anche se accusati di rallentare il processo evolutivo di una citta/nazione e di avere comportamenti persecutori nei confronti dei drivers di Uber Pop. In particolare Rolando, oggetto di diversi bersagliamenti, si dice soddisfatto comunque di aver contribuito, seppur in minima parte, alla realizzazione di questo risultato.

Peraltro, il Tribunale di Milano ha, altresì, deliberato di estendere l'inibizione anche ai driver che egualmente concorrono slealmente nei confronti degli operatori taxi regolari: "I tassisti torinesi hanno sempre avuto fiducia nella magistratura - conclude Rolando - e nelle istituzioni. Ringraziamo sentitamenti chi ha abbracciato la nostra causa e la legalità in primis".

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