Sgozzato perché "sembrava troppo felice": assassino condannato a 30 anni

Accolta la richiesta dell'accusa

L'omicidio di Stefano Leo in via Napione

Said Mechaquat, reo confesso dell'omicidio di Stefano Leo, il 34enne biellese sgozzato in via Napione il 23 febbraio 2019, è stato condannato a 30 anni di carcere.

La sentenza è stata pronunciata nella mattinata di oggi, mercoledì 1 luglio 2020, dal giudice Irene Gallesio al termine del processo svoltosi con rito abbreviato. Sono state accolte le richieste formulate ieri dall'accusa (pm Enzo Bucarelli e Ciro Santoriello), che avevano chiesto che venissero riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.

Si tratta del massimo della pena possibile con il quadro giudiziario attuale. Basilio Foti, difensore di Mechaquat, aveva chiesto invece una pena più mite per il quadro psichiatrico instabile del suo cliente (aveva detto di avere ucciso Leo perché lo aveva visto "troppo felice"), che ha assistito alla lettura della sentenza. In aula anche i genitori della vittima.

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