Cronaca Cit Turin / Corso Francia, 95

Strangolò e decapitò il suo ex coinquilino per riavere la dote di un matrimonio fallito: condannato all'ergastolo

Accolte le richieste dell'accusa, mentre la difesa ipotizzava che si fosse difeso da un'aggressione

Condannato all'ergastolo Mostafa Mohamed, oggi 25enne bengalese di Rosta che lo scorso giugno 2021, in un appartamento del palazzo di corso Francia 95 a Torino, strangolò con un cavo e poi decapitò il cadavere del suo connazionale e quasi omonimo Ibrahim Mohammed, suo connazionale 25enne e come lui lavapiatti, che abitava lì. Oggi, giovedì 28 aprile 2022, la corte d'assise del capoluogo piemontese ha pronunciato la sentenza accogliendo in pieno le richieste dell'accusa (pm Valentina Sellaroli e Marco Sanini). I giudici hanno escluso le aggravanti contestate, tra cui la premeditazione, ma hanno disposto la trasmissione degli atti in procura perché si proceda per il reato di vilipendio di cadavere.

Il movente dell'omicidio sarebbe una dote consegnata dall'assassino alla vittima per un matrimonio combinato con la cognata di quest'ultimo che poi non si era celebrato. L'assassino, poi reo confesso, era stato intercettato il giorno successivo al delitto alla stazione di Porta Nuova (qui le immagini dell'arresto): secondo gli investigatori della squadra mobile che avevano condotto l'indagine stava per fuggire. Assassino e vittima avevano convissuto per cinque anni, dal 2014 al 2019; il corpo di Ibrahim Mohammed era stato trovato dal suo attuale coinquilino, che aveva dato l'allarme. Secondo l'avvocata della difesa, Nadia Di Brita, l'assassino si sarebbe difeso da un'aggressione: i giudici, però, non hanno accolto questa versione dei fatti.

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