"I miei datori di lavoro mi hanno costretta a fare sesso a tre", ma era una bufala: condannata a sei anni

Colf accusata di calunnia e tentata estorsione

immagine di repertorio

Si è conclusa a fine maggio 2020 con una condanna a sei anni di reclusione per calunnia e tentata estorsione la vicenda della colf filippina (oggi di 61 anni) che aveva accusato i suoi ex datori di lavoro (una coppia di pensionati italiani residenti a Torino, oggi lui di 78 e lei di 75 anni) di averla costretta a fare sesso a tre, cosa in realtà mai avvenuta. Le indagini avevano poi accertato che si trattava di un ricatto per costringerli a versarle i contributi in contanti (lei era assunta con regolare contratto) e a fine 2017 la donna era stata mandata a processo.

L'accusa nel processo è stata sostenuta dal pm Mario Bendoni, che aveva chiesto la condanna per la colf infedele. I due coniugi sono stati rappresentati in aula dagli avvocati Vittorio Nizza e Monica Mattone.

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