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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Crocetta / Corso Vittorio Emanuele II, 130

Condannata per abusi sulla figlia, si sente male e stramazza a terra

Pm aveva chiesto assoluzione

Una donna italiana si è sentita male ieri, giovedì 8 marzo 2018, dopo una sentenza che l'ha condannata a un anno e dieci mesi per violenza sessuale sulla figlia. E' stata soccorsa dai carabinieri e dai sanitari presenti nel palazzo di giustizia di corso Vittorio Emanuele II dopo essere svenuta e stramazzata a terra battendo la testa contro i banchi dell'aula in cui si è tenuta l'udienza.

A provocarle lo choc, oltre alla sentenza, anche tutta la vicenda giudiziaria, cominciata quattro anni prima con una telefonata della figlia al Telefono Azzurro. L'accusa: essersi baciata con il compagno (assolto nel processo, dove è stato difeso dall'avvocato Maria Cristina Lo Bianco) davanti a lei e avere allungato le mani per palpeggiarla. Da allora la bambina, nel frattempo diventata ragazzina, è stata tolta alla donna, che sperava nell'assoluzione per tornare a vederla.

Il processo è stato rifatto perché l'imputata era stata assistita, senza saperlo, da un falso avvocato, ora indagato per truffa e abuso della professione. Una volta scoperto l'incredibile errore, ha chiamato il vero avvocato Davide Vettorello a sostituire il lestofante. 

Il pm Francesco Pelosi, che ha condotto l'inchiesta, aveva chiesto l'assoluzione anche per lei, ma i giudici hanno preferito credere alla versione della figlia e l'hanno condannata, scatenandone la disperazione e il malore.

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