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immagine di repertorio

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Stupro di gruppo nello scantinato: prima condanna, quattro anni e otto mesi

Altri due imputati rinviati a giudizio

Prima condanna nella giornata di mercoledì 26 febbraio 2020, per lo stupro di gruppo avvenuto in uno scantinato di via Bra la notte del 19 aprile 2019.

Un marocchino di 23 anni, uno dei due spacciatori che aveva violentato una 41enne tossicodipendente italiana, è stato condannato a quattro anni e otto mesi di carcere. È stato difeso dall'avvocato Marco Melano.

Il giudice Silvia Salvadori (il processo è avvenuto con rito abbreviato) ha anche rinviato a giudizio, in questo caso con rito ordinario, gli altri due imputati: un senegalese di 36 anni, difeso dall'avvocato Enrico Moschini, ritenuto il secondo stupratore (l'uomo era scappato dagli uffici della questura dopo l'arresto ed era stato acciuffato successivamente in Spagna), e una donna marocchina, difesa dall'avvocato Alfondo Aliperta, accusata di avere 'venduto' la vittima ai due che l'avrebbero violentata a turno.

Le indagini erano state eseguite dalla squadra mobile con il coordinamento del pm Giulia Rizzo che ora sostiene l'accusa.

L'avvocato Moschini ritiene però che ci sia stato un errore nel coinvolgere il suo cliente: "Ci sono - afferma - questioni cronologiche e temporali che non collimano, non ci sono tracce del suo Dna. Sono convinto che sia stato uno sbaglio coinvolgerlo in questa storia".

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