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immagine di repertorio

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Morto per una puntura di vespa: condannato il datore di lavoro

Per accusa dipendente era solo

Un anno di carcere con sospensione condizionale per omicidio colposo. E' la pena inflitta oggi, mercoledì 18 luglio 2018, dal giudice monocratico di Ivrea Ludovico Morello a un imprenditore di 46 anni di Monteu Roero (Cuneo), titolare dell'impresa per cui lavorava Davide Zangara, operaio 44enne di Gassino Torinese morto per choc anafilattico dopo la puntura di un insetto, presumibilmente una vespa, nel giugno 2014 mentre sistemava un lampione dell'illuminazione pubblica a Brozolo.

Il pm Giuseppe Drammis, che rappresentava l'accusa, aveva chiesto una pena di due anni, sostenendo che se il lavoratore non fosse stato solo avrebbe potuto essere soccorso in modo più efficace.

I familiari di Zangara sono stati rappresentati nel processo da un collegio composto dagli avvocati Luigi Chiappero, Paola Giusti e Maria Turco. Il suo datore di lavoro dagli avvocati Valentina Sandroni e Stefano Campanello, che annunciano ricorso in appello. "E' un verdetto che non condividiamo - commenta Campanello -. Al nostro cliente non era noto che il suo dipendente potesse essere soggetto a choc anafilattico. Gli esperti sentiti hanno inoltre sostenuto che fosse passato troppo poco tempo tra la puntura e il tragico decesso. Non sarebbe stato possibile comunque un soccorso efficace".

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