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Palazzo Civico, allestito spazio per la preghiera islamica: la Lega insorge

In Comune, dove stamane era in corso una tavola rotonda sulla moda islamica, è stata data la possibilità agli ospiti di avere un angolo dove pregare. Ma i consiglieri del Carroccio, Ricca e Carbonero, hanno detto "no"

Momenti di tensione conditi da non poca polemica questa mattina a Palazzo Civico. Mentre era in corso il Global Islamic Economy Summit - una tavola rotonda sulla moda islamica - è stato allestito, nella Sala Matrimoni, uno spazio apposito per permettere ai musulmani di pregare. Ma alla Lega Nord la cosa non è certo andata giù.

I consiglieri Fabrizio Ricca e Roberto Carbonero sono immediatamente intervenuti a rimuovere l'allestimento. Per volontà del Consiglio Comunale infatti, nella saletta era stato disposto un tappeto, proprio come vuole la religione islamica, con sopra un cartello che indicava lo spazio allestito per la preghiera degli ospiti musulmani che ne avessero sentito l'esigenza.

"Questo è un luogo laico e istituzionale - ha ribadito Ricca -. È un simbolo: nessuno si è mai preoccupato di allestire una cappella, non vediamo il motivo per cui ci debba essere uno spazio adibito al culto della religione islamica". 

I due consiglieri leghisti hanno poi sollevato il tappeto e tentato di rimuoverlo ma sono stati fermati. Lo spazio per la preghiera islamica è stato poi allestito nel salottino del primo cittadino. La manifestazione di protesta di Ricca e Carbonero ha ovviamente scatenato polemiche a Palazzo Civico: "Se qualcuno vuole pregare - hanno spiegato i consiglieri -, Torino ha diversi centri di culto dove potervisi recare.

Dopo la partecipazione alla chiusura del Ramadan ora Fassino usa la Sala Rossa per parlare di economia islamica, non vorremmo che questa vicinanza con questo mondo fosse qualcosa di più che un dovere da Sindaco.” 

Piero Fassino, dal canto suo, condanna la protesta dei due consiglieri della Lega: "Un comportamento indecente e offensivo per la Città e per i suoi ospiti - ha dichiarato -. Una manifestazione d’ignoranza che nemmeno una strumentalità preelettorale può giustificare. Un atto offensivo verso le tante personalità di rilievo internazionale, convenute a Torino per un forum economico di alto livello" . 

 

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