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Comune, i tributi e le imposte in arretrato si potranno pagare a rate

Le novità introdotte dalla delibera proposta dall'assessore al Bilancio e ai Tributi, Gianguido Passoni, prevedono che venga introdotto per i morosi un piano di rateazione straordinario

La città di Torino va incontro ai contribuenti, consentendo loro di pagare imposte e tributi a rate. Questa mattina infatti c'è stato il via libera dall'esecutivo di Palazzo Civico ad una modifica del regolamento delle Entrate per permettere a chi è in arretrato con il pagamento delle tasse comunali, di saldare il proprio debito con un piano rateale. Il testo passerà nelle prossime settimane all'esame del Consiglio comunale che dovrà approvarlo in via definitiva.

Le novità introdotte dalla delibera proposta dall’assessore al Bilancio e ai Tributi, Gianguido Passoni, prevedono che venga introdotto per i morosi un piano di rateazione straordinario.

La durata del piano rateale è correlata all’importo del debito con il Comune e non può eccedere i tre anni fino all’importo di 7mila euro e il quinquennio se superiore. L’ammontare minimo della rata è di 50 euro, con pagamento immediato delle prime tre rate del nuovo piano di estinzione del debito.

Inoltre, per importi superiori a 50mila euro è introdotta l’obbligatorietà di presentare garanzia fideiussoria, con la possibilità di allungare la durata del piano per un massimo di altre dodici rate. Novità anche per quanto riguarda la rateazione ordinaria. Le persone fisiche possono accedervi solamente in seguito alla presentazione del modello Isee e le aziende presentando adeguata documentazione che attesti l’obiettiva difficoltà economica.

La modifica al Regolamento delle Entrate varata oggi – spiega l’assessore al Bilancio e ai Tributi, Gianguido Passoni - non è uno sconto e neppure un condono, ma la concreta possibilità di aiutare quei contribuenti, sia semplici cittadini sia aziende, che per vari motivi possono trovarsi in un momento di effettivo disagio economico e intendono pagare i debito con la pubblica amministrazione, regolarizzando la propria posizione contributiva”.

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