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Acquistavano autovetture con assegni falsi, arrestati quattro truffatori seriali

L'auto comprata, in genere una Fiat 500 o Panda, veniva subito rivenduta ad un prezzo di molto inferiore al valore di mercato per disfarsene nel più breve tempo possibile

Sono quattro le persone che tra gennaio e maggio 2016 si sono rese responsabili di numerosissime truffe, almeno una quindicina, correlate alla compravendita di autovetture. Il gruppo prendeva contatto con gli inserzionisti che avevano inserito sui siti internet specializzati l’annuncio di vendita della propria auto. A conclusione della trattativa agli ignari venditori venivano corrisposti degli assegni circolari completamente falsi e compilati a regola d’arte.

La banda artefice della truffa era composta da quattro italiani: Bruno Pautasso (67 anni), Vanni Nicola Nobilini (67 anni), Francesco Carabetta (35 anni) e Maria Maddalena Gragnaniello (59 anni). Tutti sono stati sottoposti alla misura cautelare della custodia in carcere.

Gli arrestati Bruno Pautasso e, Vanni Nicola Nobilini, di origini piemontesi e dall’atteggiamento rassicurante, erano coloro che si presentavano agli appuntamenti per visionare e poi acquistare le auto seguendo le direttive di Francesco Carabetta, vero organizzatore dell’attività illecita.

Era Carabetta a prendere contatti telefonicamente con le vittime alle quali riferiva che l’auto interessava al padre anziano (Pautasso) fissando gli appuntamenti. Una volta concordato il prezzo di vendita, al momento della cessione del veicolo, Pautasso e Nobilini insieme al venditore si recavano presso le agenzie di pratiche auto per eseguire  la voltura e nell’occasione consegnavano un assegno circolare pari all’importo stabilito che successivamente risultava essere falso.

Una volta in possesso delle auto era sempre il Carabetta a ricercare un potenziale acquirente e a tal fine il prezzo proposto risultava essere sempre di molto inferiore al valore di mercato proprio per consentire agli indagati di disfarsi dei veicoli nel più breve tempo possibile. Le auto “trattate” erano delle utilitarie facilmente commercializzabili quali Fiat 500 e Panda. 

La donna coinvolta, Maria Maddalena Gragnaniello, era colei che si occupava di fornire gli assegni indispensabili per portare a termine le truffe. Durante le perquisizioni eseguite contestualmente all’arresto presso l’abitazione della Gragnaniello veniva sequestrata attrezzatura ritenuta idonea per la compilazione degli assegni falsi.

L’operazione denominata “Il gatto e la volpe” è stata svolta dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale “Piemonte e Valle d’Aosta” di Torino  e coordinata dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino,  Dr.ssa Elisa Buffa.
 

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