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Alla Compagnia di San Paolo si pensa ad un Codice Etico per chi passa in politica

La Compagnia medita di modificare il proprio statuto. Critica Augusta Montaruli: "Il codice etico che la compagnia San Paolo vuole varare non è altro che una norma salva Chiamparino"

Lo statuto della Compagnia di San Paolo potrebbe essere rivisto: il Consiglio generale ha avviato una riflessione sulla possibilità di modifica. “Alla discussione - spiega una nota - hanno partecipato tutti i componenti degli organi che hanno affidato alla Commissione competente, presieduta da Stefano Ambrosini, la responsabilità di produrre un documento di sintesi che verrà discusso nelle prossime riunioni”.

In questo documento, sul quale si è registrata “un’ampia convergenza” per molti temi affrontati, si parla anche della regola del “freezing”. “Sul punto – prosegue la nota – anche in coerenza con la Carta delle Fondazione già fatta propria dalla Compagnia, si è condivisa la necessità di prevedere un congruo periodo in entrata (un anno), mentre per l'uscita la definizione di un impegno morale (che verrà inserito in un Codice Etico) a non ledere l'indipendenza della Compagnia per i consiglieri che assumano incarichi politici oppure in enti o anche in organizzazioni a vario titolo collegabili all'attività della Fondazione".

Per Augusta Montaruli, Consigliere regionale fratelli d'Italia, “Il codice etico che la compagnia San Paolo vuole varare non è altro che una norma salva Chiamparino. Anziché infatti sancire una vera e propria incompatibilità tra chi siede in Fondazione e chi fa politica si prevede solo un obbligo morale esplicitando la possibilità dunque di poter ricoprire il doppio incarico, in netta discontinuità con quanto prevede la Carta delle Fondazioni”.

 "Siamo di fronte ad una operazione immagine - afferma - per pulire la coscienza dell'ex sindaco e lasciare spianata la strada per possibili infiltrazioni e influenze di interessi politici nella gestione della compagnia, fatto inaccettabile, contrario ai principi sui cui si dovrebbe basare il lavoro delle fondazioni bancarie. Chiamparino che non fa mistero di voler rientrare in politica dovrebbe dimettersi immediatamente così come chiede un odg approvato recentemente in regione. Chi dovrebbe verificare "il suo impegno morale a non ledere l'indipendenza della Compagnia"? Forse quelle stesse forze politiche che lo hanno fatto sedere sulla sua poltrona?"

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