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I commercianti di via Chiesa della Salute contro la pedonalizzazione

Dopo via Frejus nuova polemica sul fronte pedonalizzazioni. Il quartiere ha già raccolto 1200 firme di protesta. E la circoscrizione Cinque chiede una due giorni di prova

Sul fronte pedonalizzazioni arriva una nuova gatta da pelare per il Comune di Torino. Dopo via Frejus anche i commercianti di via Chiesa della Salute hanno deciso di alzare le barricate.

Dal borgo Vittoria, infatti, si sta alzando una nuova protesta. L’ultima assemblea tra i commercianti e i rappresentanti della circoscrizione Cinque non è filata liscio come l’olio. Gli esercenti compresi tra via Breglio e via Stradella – circa un centinaio – hanno manifestato il loro dissenso assoluto verso la pedonalizzazione della via. Anche i residenti hanno deciso di schierarsi contro la possibile novità.

L’80% dei negozianti – secondo un sondaggio – sarebbe contrario al progetto della città di Torino. E una delegazione di cittadini avrebbe anche deciso di dare il via ad una maxi petizione per opporsi alla realizzazione di un’area pedonale nel quartiere. Attualmente sarebbero 1200 le firme raccolte. “Non vogliamo rischiare il fallimento. Questo borgo non ha bisogno di isole pedonali” il grido di dolore dei negozianti e delle attività artigianali.

Le istituzioni stanno provando a convincere i commercianti con una prova che si dovrebbe tenere il fine settimana dell’8 e del 9 giugno. Questa la proposta del presidente della circoscrizione Rocco Florio e dei coordinatori al Commercio e alla Viabilità Mara Francese e Domenico Carbotta. “Siamo sensibili alle richieste del borgo – spiega Florio -. Abbiamo deciso di incontrarli per trovare una quadra, un punto in comune. Riteniamo sia necessario fare una prova per capire se ci sono delle basi per una trattativa”.

Ma perché i commercianti non vogliono la via pedonalizzata? Ecco le risposte. Secondo gli autori della protesta il divieto di accesso ai mezzi porterebbero danni in serie alle attività, già messe a dura prova da mesi e mesi dalla crisi finanziaria e dalla nascita di nuovi centri commerciali. Per non parlare del futuro delle attività artigianali. “In un momento già così difficile non è immaginare ipotizzare l’apertura di un altro cantiere – dichiara Vito Gioia, presidente di Confedervie -. Magari se ne potrà riparlare tra una decina d’anni. Non certo oggi”.

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