Una montagna di soldi facili: non pagavano le tasse dei clienti e le intascavano

Arrestati commercialista e figlio

immagine di repertorio

Anziché pagare le tasse per conto dei loro clienti si mettevano in tasca i soldi e, con questo ingegnoso sistema, hanno messo insieme una fortuna, ammontante a 25 milioni di euro secondo gli investigatori della guardia di finanza, che li hanno arrestati oggi, venerdì 19 gennaio 2018.

A finire in carcere sono un commercialista italiano di 67 anni titolare di uno studio contabile di corso Lecce e suo figlio di 29 anni, che deve anche rispondere di esercizio abusivo della professione, non essendo abilitato a svolgere l'attività di intermediazione fiscale. Una donna di 62 anni è indagata e sottoposta all'obbligo di firma, altre dieci persone sono indagate a piede libero.

I fatti oggetto di indagine vanno dal 2015 al 2017 e riguardano i 150 clienti dello studio. Uno di questi, all'inizio aveva denunciato un'anomalia nelle cartelle, che si era reso conto che le tasse che aveva pagato, versando la somma all'attività imprenditoriale, in realtà risultavano mai pagate.

Da qui gli investigatori, con la collaborazione dell’Inps, dell’Agenzia delle entrate e dell’ufficio antifrode, hanno scoperto numerose posizioni irregolari nella compensazione di debiti tributari. Alcuni clienti erano consapevoli di quello che accadeva, altri del tutto ignari.

Oltre che di pratiche tributarie, lo studio si occupava anche di pratiche di lavoro per fare ottenere permessi di soggiorno a lavoratori extracomunitari. Anche in questo caso sono state scoperte irregolarità.

La banda delle freccette

Per il giovane falso commercialista non sono i primi guai con la giustizia: lo scorso ottobre la polizia lo aveva individuato e denunciato come uno dei quattro componenti della banda che, nel quartiere Campidoglio, aveva sparato freccette contro i passanti, ferendoli in modo lieve.

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