Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca San Paolo / Corso Peschiera

Colpo al caveau Intesa Sanpaolo, guardie giurate avevano silenziato l'allarme

Alla centrale operativa di Milano non era arrivato così alcun segnale

Due guardie giurate infedeli della società All System avevano 'silenziato' (tecnicamente non disattivato, perché il segnale era partito, ma non poteva essere ascoltato dalla centrale operativa dell'istituto) l'allarme della filiale Intesa Sanpaolo di corso Peschiera a Torino in occasione del colpo milionario avvenuto lo scorso aprile.

La coppia è tra gli arrestati insieme ad altre due guardie giurate (implicate invece nella tentata rapina alla Battistolli di Paderno Dugnano) e agli autori materiali del colpo.

I ladri sono rimasti all'interno dell'istituto sostanzialmente un giorno, dalla sera del 23 a quella del 24 aprile. Ben 14 ore sono state utilizzate per forzare, del tutto indisturbati, la portaforte del caveau praticando un foro in un punto specifico. In precedenza le telecamere erano state oscurate con vernice spray da un gruppo di persone che indossavano maschere di lattice. Questo era avvenuto dopo avere superato il muro di una cantina di un palazzo attiguo e avere scavato dietro un pannello elettrico, percorso alcuni corridoi e sfondato una prima porta.

La mattina del 24, finito di aprire la portaforte, sono entrati nel caveau per forzare e svuotare quasi un migliaio di cassette di sicurezza. Quando hanno accumulato una quantità di refurtiva sufficiente (pari a circa 20 milioni di euro in lingotti d'oro, gioielli, diamanti e denaro contante) hanno deciso di andarsene. Perché ci si accorgesse del colpo, però, è stato necessario attendere il 26 aprile.

Tra gli arrestati c'è Giovanni Lamontagna, torinese di 51 anni, noto per essere un vero mago delle chiavi, capace di produrre duplicati perfetti anche solo ricevendo una foto dell'originale su Whatsapp. Lui, già arrestato dai carabinieri lo scorso anno e poi scarcerato per altri colpi, è ritenuto dagli investigatori la mente del colpo.

La banda è stata trovata in possesso di piantine e cartografie di diverse banche in Italia.

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