Coda di ore e ressa al Pala Alpitour, in centinaia rinunciano all'evento con Gigi D'Agostino

E torna la paura di piazza San Carlo

La lunga coda davanti all'ingresso del Pala Alpitour

Tutti attendevano da settimane la grande serata con Gigi D'Agostino al Pala Alpitour. Ma le cose non sono andate esattamente come previsto. Chi era in possesso del biglietto, sabato 18 novembre, ha dovuto affrontare code interminabili per poter entrare e godere delle musiche mixate dal "maestro" che hanno fatto la storia della disco negli anni 90. E in molti, scoraggiati dalla lunga attesa vi hanno rinunciato.

Un unico ingresso e code infinite

Qualcosa, evidentemente, nella gestione degli ingressi, non ha funzionato. Dalle 22 si è formato, davanti all'unica entrata, un assembramento ingestibile a imbuto che lentamente è defluito solo verso l'una. Non sono state infatti organizzate le classiche file a serpentina e chi ha acquistato i biglietti online, non essendo stato avvisato della necessità di doverli sostituire con altri biglietti leggibili dal lettore ottico all'ingresso, ha dovuto fare due code.

E non a tutti è andata 'bene': " Avevamo i biglietti già stampati, i cosiddetti ' salta coda' - racconta Ramona che come centinaia di altri giovani ha affrontato la coda -, e ci siamo messi in fila alle 21.30. Alle 24.30, schiacciati nella ressa, nessuno dello staff ha saputo darci una spiegazione sul perché del ritardo. All'una è iniziato il concerto, con pochissime persone dentro.

La paura della calca

A quel punto la gente ha iniziato a innervosirsi e a spingere - conclude la giovane - e allora, per il freddo e anche un po' per la paura, ce ne siamo andati". È ancora vivo infatti, nella mente dei torinesi, ciò che è successo il 3 giugno scorso in piazza San Carlo. "Bastava un nonnulla - spiega Alessandro - e sarebbe potuta succedere un'altra disgrazia. Io, con i miei amici, ero in coda dalle 21.45 e siamo riusciti ad entrare ma più volte siamo stati sul punto di rinunciare. La situazione si stava facendo pericolosa". 

Il malcontento 

In molti chiedono ora il rimborso dei biglietti acquistati da tempo e hanno deciso di sporgere denuncia contro gli organizzatori dell'evento: è nato anche un gruppo su Facebook, "DISorganizzazione". Si è inoltre fatta strada l'idea di chiamare il Gabibbo affinché la storia finisca a Canale 5 su Striscia la Notizia. "Tra l'altro - racconta chi è riuscito ad entrare - la serata, secondo il programma, sarebbe dovuta durare fino alle 4.30. Invece alle 3 era tutto finito. E l'acustica era pessima. Organizzazione davvero indecente".

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