Cronaca

Cocaina importata dal Perù: sei trafficanti in manette

L'inchiesta è stata denominata "Il vecchio" come il soprannome dato al capo dell'organizzazione Giuseppe Trimboli, 67enne di Torino

Sono stati arrestati a Torino e a Baldissero d’Alba (Cn) i sei componenti del gruppo criminale responsabile di traffico internazionale di sostanze stupefacenti nell’ambito dell’operazione “Il vecchio”. Le attività di indagine condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo, sotto la direzione e il coordinamento del sostituto procuratore di Torino dr. Paolo Toso, hanno consentito di smantellare una rete di spaccio di cocaina tra Torino e il Perù.

Nel corso dell'attività sono già state arrestate 14 persone e sequestrate migliaia di dosi di stupefacente (900 grammi di cocaina purissima e 200 grammi di hashish). 
 
Due le fasi dell’inchiesta:

23 maggio 2016. I militari del Comando Provinciale di Torino danno esecuzione ad una misura cautelare a carico di 3 peruviani e 3 italiani, ritenuti responsabili a vario titolo di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’indagine denominata “Il vecchio” ha avuto inizio nel mese di settembre 2014, derivante dal filone di un altro procedimento denominato “Il sogno”. Elemento comune alle due attività era Giuseppe Trimboli, 67 anni, abitante a Torino, soprannominato appunto “Il vecchio”. Nell’attesa di portare a termine l’importazione di un ingente quantitativo di cocaina a mezzo container proveniente dal Sud-America, il sodalizio gestiva le transazioni della cocaina in Piemonte, fungendo da anello di collegamento tra diversi trafficati. In particolare, durante l’attività investigativa, è stato individuato un gruppo di peruviani che importavano ingenti quantitativi di cocaina dal Perù, ove la famiglia di origine aveva la diretta disponibilità di una piantagione di coca. I peruviani cedevano la cocaina a spacciatori di medio livello che a loro volta si occupavano dello spaccio in strada. 
 
Estate 2012, inizio della prima fase dell’inchiesta. I militari della Sezione antidroga indagavano su un’importante partita di cocaina che sarebbe dovuta arrivare in Italia dalla Colombia quando si sono imbattuti in un gruppo criminale che utilizzava un sofisticatissimo codice segreto per la contrattazione della droga. I trafficanti comunicavano tramite un codice criptato che aveva alla base il libro di Sigmund Freud “Il sogno”, da qui il nome dell’operazione. Venditori e acquirenti si scambiano sms criptati come questo: “106*1.5.2 1.1.4*2.2.2 2.1.2 2.2.1 1.1.6 1.1.1 1.8.3 1.1.8 1.4.4 2.2.3 1.3.5 3.1.4 1.8.1 1.8.5*”. Durante le indagini, i militari hanno notato che due delle persone sotto osservazione custodivano, in macchina, il libro di Freud. Una lettura particolare che poco si addiceva alle personalità dei due titolari. La soluzione al codice criptato, secondo gli investigatori, era in quel libro. Sono state vagliate migliaia di combinazioni, ma alla fine i militari hanno risolto l’enigma e hanno decifrato “Il Codice di Freud”. In particolare, è stato accertato che i tre numeri iniziali con l’asterisco (106 dell’esempio) indicavano il numero di pagina, i tre numeri intervallati dal punto indicavano rispettivamente il numero del rigo, il numero della parola ed il numero della lettera all’interno della parola (la parola di cui all’esempio precedente si traduce in:  “Ho possibilità etc”). Decifrato il codice dei trafficanti, i loro segreto era diventato la conferma al dubbio dei militari: era in corso una grossa trattativa per importare cocaina sull’asse Sud-America/Europa. L’affare è sfumato, ma le indagini hanno permesso di individuare un altro gruppo di trafficanti.
 
 

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