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I 5 club storici della vita notturna che hanno fatto ballare Torino

Sono stati a loro modo un pezzo di storia di Torino, tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000. Ecco cinque locali in cui tutti i giovani torinesi andavano a ballare

“Torino always on the move” fu un efficace slogan per definire lo spirito della Torino olimpica, ormai dieci anni fa. Ma parlando di una città che non sta mai ferma, sempre in movimento, è anche vero che i torinesi sono grandi amanti della musica da ballare.

Se oggi il Club to Club è l'evento simbolo della torinesità danzante e amante di un certo tipo di musica, in passato Torino è stata sede di locali che hanno fatto la storia di questo stile. Non classiche discoteche, piuttosto dei veri e propri club frequentati da un pubblico tendenzialmente giovane (e che probabilmente non voleva ascoltare canzoni di autori dance torinesi che abbiamo raccontato in un'altra occasione).

Abbiamo scelto 5 club storici di Torino, oggi non più in attività, che probabilmente molti ricorderanno con un po' di nostalgia.

GIANCARLO

Basta il nome, letteralmente. Anzi, basta il diminutivo: Gianca. Il cognome è Cara, quello di colui che ha aperto, a inizio anni '80, il locale più noto dei Murazzi fino alla chiusura di qualche anno fa. Il Gianca era un appuntamento fisso per migliaia di torinesi che frequentavano le arcate in riva al Po, sotto lo sguardo sempre attento di quello che è stato “erede” di Giancarlo, ovvero il celeberrimo Tati. La musica di Giancarlo variava a seconda delle serate dal reggae al rock ad altri generi (forse i Mostricci of Sound erano i dj più noti tra i resident), mentre tra i frequentatori prevalevano gli universitari e una scena alternativa.

ZONA CASTALIA

Per capire la fama di questo locale in via Principe Amedeo, nel pieno centro di Torino, si può dire che per anni i torinesi hanno chiamato il Lapsus, l'erede, “ex Zona Castalia”. L'ingresso nell'interrato del locale parte della Chiesa San Filippo Neri, dietro piazza Carignano, portava a una scena letteralmente underground, dove tra house, drum'n'bass, funk e altri generi a seconda delle serate si trovavano ragazze e ragazzi negli anni '90 e a inizio Duemila.

DOCKS DORA

Più che un'istituzione, un pezzo di storia vero di Torino. Questi magazzini in Barriera di Milano furono costruiti nel 1912 alla cinta daziaria della città (la cinta Rossi, in questo caso). Dismessi dall'uso mercantile negli anni '60, hanno avuto molte vite. Ma da fine anni '80 ai primi anni del Duemila le serate ai Docks (tra i locali soprattutto Reddocks e Cafè Blue) erano un punto fermo del nightclubbing torinese alternativo, che trovava una scenografia perfetta in questo complesso postindustriale stile Londra o Berlino.

BARRUMBA

Aperto negli anni '80 col nome di Area, negli anni '90 questo locale interrato in via San Massimo, a pochi metri da via Po, prese il suo nome dal Bar Rumba (staccato), storico club di Londra. E la musica british di alternative rock non mancava nelle serate del Barrumba, così come l'elettronica di band come i Chemical Brothers o i Prodigy, mentre tra i dj più noti del Barrumba c'era Giorgio Valletta. Il Barrumba ha chiuso una decina di anni fa.

STUDIO DUE

Lo Studio 2 si trovava in via Nizza all'angolo con corso Sommeiller, in piena San Salvario. Ma tra l'87 e il '93, l'epoca d'oro dello Studio, questo quartiere non era affatto frequentato come oggi. Questo club era un punto fermo, e a seconda delle serate si trovavano anche generi musicali e frequentatori diversi, dai cosiddetti “fighetti” agli alternativi. Tra i dj più noti dello Studio due nomi forse su tutti, quelli di Paolo “Mixo” Damasio e di Giusi Brunetti.

(Si ringraziano per la consulenza Francesca, Saori e Maria)

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