Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Cite': rassegna di circo contemporaneo al teatro della Concordia di Venaria

Tre eccellenti produzioni di circo contemporaneo provenienti da Belgio e Spagna in tre intense serate con aperitivo di benvenuto, la mostra fotografica sui primi dieci anni della FLIC Scuola di Circo, improvvisazioni degli allievi e incontri con esperti del settore

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

La FLIC Scuola di Circo di Torino, pioniera nella diffusione della cultura del nuovo circo in Italia e punto di riferimento europeo nello stesso ambito, presenta 'Citè - rassegna internazionale di circo a teatro' realizzata in collaborazione con il Teatro della Concordia di Venaria Reale (TO).

 

Uno spazio dedicato a un genere artistico raramente proposto dai teatri italiani e che si esprime con un linguaggio multidisciplinare in cui l'esibizione fine a se stessa è sostituita da una ricerca poetica che mescola teatro, danza, musica e tecniche circensi. Una rassegna che, ispirata al significato della parola francese da cui prende il titolo, immagina il pubblico, gli artisti, i tecnici e il teatro stesso come parte di una cittadella in cui pensieri e azioni sono mossi dalla passione per il nuovo circo.

Tre intense serate, tra l'8 febbraio e il 5 aprile 2014, con tre spettacoli provenienti da Spagna e Belgio, la mostra fotografica 'Dieci anni di scatti' dedicata ai primi dieci anni della FLIC Scuola di Circo, improvvisazioni degli attuali allievi del corso biennale, aperitivi di benvenuto e incontri con esperti del settore.

Gli spettacoli proposti, che delineano una direzione artistica attenta ai nuovi linguaggi contemporanei e ad un circo che non si mette in mostra ma usa la propria abilità per raccontare una storia, sono: 'Acrometria' della compagnia spagnola Psirc, sostenuto da FLIC Scuola di circo e di cui fa parte la ex-allieva FLIC Anna Pascual Fernández, il debutto italiano di 'La Geste' della compagnia belga La Ruspa Rocket, co-prodotto da FLIC e di cui fa parte l'ex allieva Laura Trefiletti e 'Capas' della compagnia italo-spagnola eia, co-prodotto da FLIC insieme ad altre importanti realtà del settore e vincitore di numerosi premi tra i quali il Premio Emilio Zapatero al Festival T.A.C. di Valladolid 2012, il Premio de Circo Ciudad de Barcelona 2011 e il Premio Zirkolika Circo de Cataluña 2011 come miglior spettacolo di sala.

Francesco Sgrò, direttore artistico della FLIC, descrive così queste tre spettacoli: "Tre poesie dedicate all'uomo e al suo viaggio; un circo capace di ridere di se stesso mentre ci sorprende con un salto mortale e di prendersi in giro appeso a sei metri d'altezza, lasciandoci a bocca aperta davanti alla magia del suo movimento, che trascende confini e definizioni, per divenire con leggerezza arte contemporanea".

La FLIC Scuola di Circo, fondata nel 2002 dalla Reale Società Ginnastica di Torino, è uno dei più importanti centri formativi europei di circo contemporaneo che segue la diffusione di quest'arte sin dai suoi esordi e da dodici anni si occupa di diffonderne la cultura formando giovanissimi allievi provenienti da tutto il mondo e proponendo al pubblico spettacoli di rilievo internazionale. Negli ultimi anni la scuola torinese ha intrapreso un percorso di sostegno e coproduzione di spettacoli, offrendo i propri spazi per le residenze creative o contribuendo direttamente alla produzione, per favorire l'ingresso di valenti artisti, ex allievi e non, nel difficile mondo dello spettacolo dal vivo.

IL PRIMO SPETTACOLO

8 febbraio 2014
Acrometria di Psirc (Spagna)
con Wanja Kahlert, Adria Montaña, Anna Pascual Fernández, collaborazione alla drammaturgia Johhny Torres, sguardo Esterno Alba Sarraute, disegno luci Oscar de Paz, coreografia Berta Pascual, responsabile tecnico Benet Jofre, musiche originali Sofie Tuchscherer, Dalmau Boada

Poesia + Oggetti + Circo = Acrometria.
Tre persone intrappolate in una realtà inesistente, da cui nessuno sa quando e se ne usciranno. Tra loro creeranno per sopravvivere nuove geometrie umane, un vocabolario per capire cosa sta intorno, accettando l'esistenza di infinite realtà. Sul palco emergono sculture che descrivono un nuovo linguaggio interdisciplinare che coinvolge acrobatica, danza, musica e manipolazione di oggetti.

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