Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Crocetta / Via Paolo Sacchi, 18

Contro il cinema hard una pioggia di firme: "Basta luci rosse a borgo San Secondo"

Oltre 1200 i cittadini che hanno sottoscritto la petizione, che verrà prossimamente esposta in Comune. Il motivo del contendere: la riapertura del cinema porno Alexandra, in via Sacchi 18

Tutti contro il porno. La raccolta firme dei residenti è ormai arrivata alla fine: oltre 1200 le firme raccolte, tutte per dire “no” alla riapertura del cinema a luci rosse di via Sacchi18, l’Alexandra. Una pioggia di nomi ai quali non vanno etichettati subito gli aggettivi “bigotto” o “benpensate”: per i cittadini il problema del porno nel quartiere è una cosa seria, una questione di sicurezza e di decoro.

A spiegarlo è il parroco della chiesa di San Secondo, don Mario Foradini, che si è posto fin dai primi momenti alla guida dei cittadini.  “Abbiamo il timore che il luogo diventi un punto di riferimento per chi cerca un certo tipo di frequentazioni”, commenta il sacerdote, che poi elenca i vari locali a luci rosse già esistenti a borgo San Secondo, tutti compresi tra via Sacchi, via Camerana e corso Vittorio. Insomma, il timore è che l’area attorno alla stazione di Porta Nuova si possa trasformare in un quartiere a luci rosse.

La notizia della riapertura probabile del cinema era stata una sorpresa non gradita per molti: l’Alexandra aveva chiusi i battenti tempo addietro, e si pensava che il problema fosse risolto. E invece no. Per i parrocchiani e i residenti quel posto poteva essere adattato a qualunque scopo, ma non, nuovamente, a cinema hard. Don Mario spiega che i cittadini speravano che il locale dell’Alexandra venisse acquistato dalla vicina banca, per scongiurarne una eventuale riapertura, e per evitare di rendere sempre più difficile la situazione di via Sacchi.

Una via che conosce oggi un degrado crescente: dopo la chiusura del Turin Palace, si è trasformata in un dormitorio per i tanti senza tetto che orbitano attorno alla stazione; mentre, nelle vie laterali, come via Magenta o via Assietta, il degrado è visibile nei palazzi abbandonati, come la vecchia clinica Salus. Insomma, dire “no” al cinema ha anche il significato di opporsi al degrado del quartiere. “Vorremmo tornare ad avere un quartiere più sicuro e decoroso – conclude don Mario – la riapertura dell’Alexandra, sommata agli altri locali a luci rosse, non aiuterà questo processo”.

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