Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Vanchiglia / Corso Regio Parco

Cibo e coperte in arrivo per i cani e i gatti abbandonati della città

L'associazione "Qui la zampa" ha raccolto in poche settimane carne, pane e stracci per aiutare gli amici a quattro zampe meno fortunati di Torino

Sarà un Natale felice anche per loro, per quei cani e quei gatti che non possono godere quotidianamente dell’affetto e dell’amore di un padrone e di una famiglia. E così numerosi cittadini hanno deciso di raccogliere pacchi di crocchette, cibo in scatola e persino grissini e pagnotte di pane. Ma anche gli scarti delle macellerie oltre alle coperte e agli stracci sempre utili per ripararsi dal pungente freddo invernale. L’associazione “Qui la zampa” di Torino in poche settimane ha portato a casa un numero ingente di cibarie e di vestiti per aiutare gli amici a quattro zampe torinesi che purtroppo non hanno la fortuna di vivere con una famiglia, magari al calduccio tra le mura domestiche. Merito che va condiviso con quelle persone che hanno deciso di aprire il loro cuore e di offrire un aiuto, seppur piccolo. Nonostante la crisi finanziaria. Dal pezzo di pane raffermo – ma pur sempre gradito - alla vecchia coperta finita in cantina magari perché brutta e impolverata. Oppure bucata e danneggiata dal passare degli anni.

A beneficiarne, tra gli altri, saranno i randagi del parco dell’Arrivore. Cani che vivono a due passi dagli orti urbani, tra un rudere e l’altro. In attesa che qualcuno porti loro un po’ di conforto e del cibo con cui nutrirsi. Ma non vanno assolutamente dimenticati nemmeno i mici che vivono nelle colonie feline sparse tra Barriera di Milano e Mirafiori Sud. Tanti, sempre di più. E pochi, al contrario, sono i soldi per mantenerli. O le persone che hanno voglia e tempo da dedicare a questi piccoli batuffoli pelosi.

“Ringraziamo e mandiamo un grosso abbraccio a tutti i cittadini che in queste settimane ci hanno dato una mano – racconta Michelangelo Gulli, uno dei componenti dell’associazione “Qui la zampa” -. I cani e i gatti che vivono in condizioni precarie saranno felici di ricevere una mano. E ovviamente anche del cibo, necessario per sopravvivere. Per loro sarà certamente una festa di Natale meno fredda e meno triste. E noi di questo siamo davvero entusiasti”.

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