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Immagine di repertorio

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Pont Canavese, la Sandretto verso la chiusura

La fabbrica è presidiata, la Regione Piemonte chiede a titolari un nuovo piano industriale

E' stata confermata la volontà di mettere in liquidazione la Sandretto di Pont Canavese, dove sono occupati circa 120 dipendenti nella produzione di presse, a fronte delle continue perdite.

Lo comunica la Fiom-Cgil dopo l'incontro di martedì tra direzione aziendale, organizzazioni sindacali e l'assessore al Lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero. La decisione dell'azienda, riferisce la Fiom, scaturisce da ricerche di mercato commissionate a società esterne. La Regione ha chiesto all'azienda di riformulare un nuovo piano industriale, in grado di garantire l'occupazione, anche attraverso altre attività.

Le parti si sono date appuntamento giovedì 28 luglio alle 16 in Regione per proseguire la discussione sul piano e valutare il ricorso agli ammortizzatori sociali per evitare i licenziamenti, posto che il 16 agosto scade la cassa integrazione attualmente in corso.

I lavoratori, che nella notte hanno tenuto un'assemblea davanti ai cancelli, hanno deciso di presidiare permanentemente lo stabilimento. "La preoccupazione dei lavoratori - dichiara Fabrizio Bellino, responsabile della Sandretto per la Fiom-Cgil torinese - è che l'azienda voglia svuotare la fabbrica, vendendo macchine utensili e impianti, per poi portare i libri in tribunale e chiedere il fallimento. Siamo infatti di fronte a un gruppo che non ha mai dimostrato la reale volontà di rilanciare l'attività produttiva, dato che dallo stabilimento di Pont in tre anni non è uscita una sola pressa"

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