Cronaca Centro / Via Filippo Juvarra, 19

E' scontro sul destino incerto dell'Oftalmico, Bono: "Se ne parla dopo le elezioni"

Sul presidio di via Juvarra pende un provvedimento di chiusura convertito poi in un provvedimento di trasferimento

L’ospedale Oftalmico di Torino è in fase di trasferimento da tempo, ma continua a lavorare a pieno ritmo in attesa di conoscere la nuova destinazione. Una situazione paradossale perché chiunque abbia avuto bisogno dei servizi di questa eccellenza sanitaria torinese ha potuto apprezzare la professionalità del personale medico e paramedico, nonché l’organizzazione. I pazienti che passano da questo ospedale ubicato nel centro di Torino, quindi molto ben servito dai mezzi pubblici, sono prevalentemente anziani con problemi di vista; indubbiamente i tempi di attesa non sono ridotti, ed il progressivo invecchiamento della popolazione torinese influisce sul carico di lavoro. Nel solo reparto che si occupa di cataratte ed ectropion (correzione palpebra inferiore) vengono visitati non meno di trenta persone a mattina, per cinque giorni alla settimana.

In generale i numeri di questo ospedale (anno 2014) raccontano un polo sfruttato a fondo dalla cittadinanza: 14.634 interventi chirurgici, 53.084 passaggi in Pronto Soccorso e 61.020 prestazioni ambulatoriali. Sono attive cinque sale operatorie e alcuni padiglioni, come il primo piano, oggetto in tempi recenti di piena ristrutturazione. La chiusura dell’Oftalmico è quindi diventata al centro di un duro scontro politico e sociale. Scontro che si evidenzia all’interno dello stesso ospedale, dove si possono leggere appelli contro la chiusura redatti dai sindacati, nonché giudizi poco lusinghieri verso coloro che sono ritenuti i responsabili di questa scelta: in primis l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta. Parole dure che arrivano dopo un raccolta firme massiccia: ben 65mila torinesi e non hanno detto “no” a quella che viene definita “razionalizzazione del servizio”.

L’assessore regionale alla Sanità, tempo fa, ha rivendicato l’ineluttabilità e la bontà dell’atto: “Non è possibile tornare indietro rispetto a decisioni prese nel passato con Roma, ma il trasferimento delle strutture attualmente presenti all’interno dell’ospedale Oftalmico - presso due Hub quali l’Aou Città della Salute e il San Giovanni Bosco - porterà vantaggi sia ai pazienti sia agli operatori, migliorando il livello delle prestazioni, la qualità dell’assistenza e la sicurezza. Il tutto avverrà senza creare problemi ai malati, nessun dipendente rischierà di perdere il posto di lavoro, e manterremo il Pronto Soccorso h24 e così il Centro di riabilitazione visiva. In questa operazione la Regione coinvolgerà i sindacati, gli operatori e i professionisti che lavorano nel presidio e le associazioni dei pazienti a partire dall’Unione italiana ciechi”.

La scorsa settimana, a seguito di un incontro pubblico relativo alle sorti dell’ospedale Oftalmico, il consigliere comunale Angelo d’Amico, e Gianluca Vignale, consigliere regionale, hanno dichiarato: “E’ arrivata l’ora per il centro-sinistra al governo nel nostro territorio di capire i propri errori, essere pronti al dietrofront e bloccare la chiusura dell’Oftalmico. Chiederemo di convocare un consiglio aperto in Comune e domanderemo a Saitta di intervenire”. Anche il consigliere regionale del M5S, Davide Bono, ha attaccato le scelte di Antonio Saitta: “L’assessore risponde alle nostre domande dicendo che non conosce né i locali delle Molinette e del Giovanni Bosco destinati a ricevere le due strutture complesse dell’Oftalmico, né i tempi, né i costi. Addirittura si parla di un possibile rinvio del trasloco oltre la scadenza del 31 dicembre 2016 concordato con Roma. Come a dire, probabilmente si andrà verso un trasferimento e una chiusura ad orologeria, solo dopo le elezioni di Torino. Segno evidente di come le politiche sanitarie della Regione Piemonte siano strettamente correlate con le scadenze elettorali”.

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