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Ippodromo di Vinovo

Ippodromo di Vinovo

Chiusura temporanea per l'ippodromo di Vinovo, si rischia il tracollo

La struttura rimarrà chiusa nei mesi di novembre e di dicembre, ma la situaizone potrebbe perdurare anche nei primi mesi del 2016. Dalla Regione: "Stiamo monitorando"

Chiusura temporanea per l'ippodromo di Vinovo che a causa del numero ridotto di corse assegnate dal Ministero chiuderà i battenti sia nel mese di novembre che di dicembre. Una situazione già critica quella dell'ippodromo, soprattutto dopo che nel 2012 il Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali (MIPAAF) è subentrato all’Agenzia per lo sviluppo dell’ippica nella gestione e organizzazione di tutto il settore. Il Ministero si occupa quindi anche dell’assegnazione delle riunioni di corse ai vari ippodromi del territorio italiano e nel 2015 ha destinato solo 50 riunioni a Vinovo, un numero decisamente inferiore rispetto a molte altre regioni.

"Se la sospensione dell'attività dovesse riguardare anche i primi mesi del 2016 - afferma Andrea Appiano, consigliere del Pd a Palazzo Lascaris - la società che gestisce l'ippodromo potrebbe subire il tracollo definitivo insieme a ulteriori gravi conseguenze". Alla riapertura dell’impianto probabilmente molte scuderie presenti nel centro di allenamento potrebbero aver chiuso e i relativi cavalli potrebbero essere stati venduti in altre regioni o spostati in altre realtà italiane alla ricerca di corse e montepremi. Conseguenze ancora più gravi si avrebbero a livello occupazionale, dal momento che l’ippodromo per mesi non avrebbe la possibilità di aprire al pubblico e di svolgere la propria attività, per cui i 17 dipendenti diretti a tempo pieno della struttura potrebbero essere collocati in cassa integrazione e i circa 50 dipendenti a tempo parziale rischierebbero di perdere il lavoro. L’intero indotto legato alle corse e ai cavalli (artieri, allenatori, maniscalchi, veterinari, etc.) subirebbe infine pesanti ricadute negative. I posti di lavoro a rischio, complessivamente considerati, sarebbero circa 150.

"L’ippodromo di Vinovo rappresenta l’unica realtà regionale in tale ambito, il cui affossamento determinerebbe la scomparsa di un’attività presente da secoli sul territorio piemontese - ha detto l'assessore all'Agricoltura Ferrero -. La vicenda è tuttavia complicata dal fatto che l’ippica non è una competenza regionale, ma dipende direttamente dal Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali. In questo quadro già da tempo l’Assessorato si è attivato per monitorare la vicenda e continuerà a farlo anche nei prossimi mesi".

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