Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Aurora / Via Carmagnola

Chiuso il varco per disperati e anarchici: in via Carmagnola torna la calma

Un atto vandalico alle attrezzature degli operai Esselunga ha convinto la catena commerciale a blindare tutti gli accessi

Gli ingressi per i furbetti sono solo più un lontano ricordo. Gli operai della catena commerciale Esselunga di Milano hanno chiuso di recente gli accessi abusivi delle ex officine Grandi Motori, fabbriche abbandonate una volta riparo per gli invisibili della città. Ultimo in ordine di tempo il varco su via Carmagnola. Un ingresso utilizzato ogni giorno da uomini e donne, quasi tutti senzatetto, nell’indifferenza generale di chi aspetta il pullman alla fermata.

Già terminati da tempo, invece, i lavori tra i corsi Vercelli e Vigevano. L’intervento è stato reso necessario a seguito di un increscioso atto vandalico che porterebbe la firma di alcuni anarchici torinesi. Gli stessi accessi – va detto – utilizzati anche dai disperati che non hanno più un posto dove andare.

Gli ingressi di via Carmagnola, vero cuore dello spaccio e del consumo libero della droga, sono stati così definitivamente chiusi ai numerosi ospiti. Le sbarre mancanti sono state saldate nella speranza che questo possa bastare a tenere lontani i numerosi disperati che per mesi hanno affollano le stanze della fabbrica abbandonata diventata con il tempo rifugio per clandestini, clochard e per chi vuole farsi una dose lontano da occhi indiscreti “Le sbarre mancanti sono state saldate nella speranza che questo possa bastare a tenere lontane quelle persone che con la riqualificazione delle Ogm non centrano nulla - ha dichiarato il coordinatore al Commercio della circoscrizione Sette Ernesto Ausilio -. Sarà il primo passo verso la seconda fase della riqualificazione. Tuttavia non sappiamo ancora dire quando riprenderanno i lavori”.

Il 2017, secondo il cronoprogramma, sarà l’anno giusto per l’inaugurazione del nuovo quartiere commerciale. “Speriamo che questa sia l’ultima volta che sentiamo parlare di tossici o di delinquenti – spiega Giuliano, un residente del quartiere -. L’amministrazione ci aveva promesso pulizia con l’avvio del cantiere ma a distanza di dodici mesi siamo ancora qui a lamentarci per i soliti problemi”.

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