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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Alpitour, "Lettera aperta di un dipendente a Daniel John Winteler"

Una dipendente ha scritto una lettera indirizzata all'amministratore delegato dell'Alpitour Daniel John Winteler. "Caro Denny... come ci hai detto di chiamarti 10 anni fa..."

La decisione di Alpitour di spostare la sede di Cuneo, per accorparla a quella di Torino Lingotto, sta facendo molto discutere. Nel consiglio comunale di Cuneo, lo scorso 26 settembre, si è parlato della questione e si sono palesati i problemi che gli attuali dipendenti avrebbero nel trasferirsi a oltre 100 chilometri. Molti di loro infatti hanno un contratto part-time e chi, invece, lavora otto ore, dovrebbe aggiungere a queste due ore e mezza di viaggio tra andata e ritorno.

Ci aveva scritto una lettrice raccontandoci tutte le sue difficoltà e dei suoi colleghi Alpitour. "Proprio ora - scrive - dove si vive di facebook, videotelefoni, videoconferenze e quant'altro, ci mettono "le scrivanie vicine" per migliorare la comunicazione. A che prezzo? Quello del licenziamento forzato di 300 dipendenti che per ovvi motivi non potranno gestire il trasferimento di 2 ore e mezza andare e altrettanto tornare più le 8 ore di lavoro e la pausa pranzo obbligatoria. Per non parlare delle donne con contratto part time"

L'anonimo  ci ha scritto nuovamente per indirizzare una lettera all'amministrazione Alpitour, ed in particolare all'amministratore delegato Daniel John Winteler. La pubblichiamo di seguito, rimanendo a disposizione per eventuali repliche.

Spettabile Amministratore Delegato Daniel John Winteler,.. anzi no, caro Denny, d'altronde sei stato tu a chiederci di chiamarti così, 10 anni fa, quando ti sei presentato a noi dipendenti come ultimo arrivato nella nostra grande famiglia. A quell'epoca, nella mia ignoranza sul tema della finanza imprenditoriale, ho pensato che fare parte del gruppo Ifil, poi Exor, ci dava garanzia di non finire in brutte acque, di avere le spalle coperte. Ci credevo davvero in te, ma mi devo ricredere. 10 anni dopo, la batosta, ci chiudi la nostra storica sede di Cuneo per trasferirci a Torino.

Prima riflessione...incredulita', poi disperazione, infine rabbia. Ti chiederai come mai disperazione, dato che le tue comunicazioni organizzative aziendali parlano di trasferimento, non licenziamento. Permettimi di chiarirti quale sarebbe il mio stile di vita accettando il trasferimento a Torino e credimi, la mia è già una situazione fortunata avendo un marito che si può occupare del bambino portandolo a scuola la mattina. Per prendere il treno delle 7:25 da Cuneo, devo considerare una partenza da casa alle 6:40 per avere tempo sufficiente per non arrivare in stazione con l'ansia cercando un parcheggio non a pagamento. La sveglia quindi la porto alle 6:00; credo comunque che riuscirò ancora a dare un bacio a mio figlio con il biscotto ancora in gola mentre dorme prima di uscire di casa. L'arrivo a Torino Porta Nuova e' previsto alle 8:35; con due fermate di metropoliana e 2 passi a piedi arriverò fresca al lavoro per le 9:00.

Considerate 8 ore di lavoro + 45 minuti di pausa pranzo uscirò alle 17:45 e riuscirò a prendere in tempo il treno delle 18:25 con arrivo a Cuneo alle 19:40; 20 minuti d'auto et voile, a casa per le 20:00. Fissandomi un'orario ipotetico per andare a letto verso le 23:00 ho ben 3 ore di tempo per la mia famiglia e la casa; rassettare, lavare, stirare e pulire (mangiare e lavarmi...); dedicarmi al mio bambino che vedrò sveglio per un'ora circa. Ma non voglio fare la polemica; non ho problemi ad alzarmi presto la mattina, che sarà mai....

Pero' al racconto che ti ho appena proposto, aggiungi le seguenti varianti: mamme separate, mamme vedove, mamme/papa' monoreddito, figli disabili, dipendenti disabili, papà separati con affidamento congiunto dei figli, coniugi con figli entrambi dipendenti in Alpitour, dipendenti che abitano a 60 km dalla prima stazione, oppure, uffici con turni fino alle 19:30 e/o con sabato mattina, per non parlare dei soliti ritardi dei treni....

Il 27 Settembre hai declinato l'invito degli enti locali per discutere il caso e hai mandato il responsabile Risorse Umane dott. Caldera con l'unico scopo di valutare delle ottimizzazioni per il trasferimento odierno da una provincia all'altra. Pero' il 13 Settembre quando i direttori aziendali ci hanno comunicato la chiusura della sede ci hanno anche ribadito e sottolineato che non sono previste modifiche di orario e/o rimborsi spese per trasporto o aumenti di stipendio. Ma allora, scusami, cosa vuoi ottimizzare?

Io un consiglio su cosa potresti ottimizzare l'avrei, con le tue alte conoscenze legali potrai ottimizzare le cause di divorzio che i nostri coniugi porteranno avanti dato che si troveranno da soli a gestire casa e famiglia oppure le cause per l'affido di minori dato che gli assistenti sociali dovranno intervenire quando lasceremo a casa da soli i nostri bambini non potendo permetterci la baby sitter...

Forse ti ho strappato un sorriso, ma credimi, c'e' poco da ridere. Ti scrivo da mamma/moglie a papa'/marito quale sei; davvero accetteresti senza problemi una simile gestione familiare? Davvero non c'è possibilità che l'imprenditore  si metta una mano sulla coscienza e sul cuore e che possa pensare a guadagnare meno ma guadagnare tutti senza rovinare 300 famiglie? Stai sbandierando a tutti i giornali che l'Alpitour ha un bilancio positivo ma allora perché noi è da 8 mesi che stiamo facendo cassaintegrazione mascherata con il nome di solidarietà? Davvero credi che tutti si bevano la giustificazione del trasferimento (migliorare la comunicazione tra i vari uffici) mentre in realtà si tratta di licenziamenti forzati? Perché non ti siedi al tavolo con i nostri enti locali per una soluzione alternativa per restare a Cuneo? A tutto c'e' una soluzione; nessuno meglio di voi lo sa. Davvero volete infangare il nome di Exor e Alpitour con una simile manovra? Io posso solo pregarti di pensarci e ti assicuro che ti scriverò ancora speranzosa di poterti scrivere nella prossima lettera i miei ringraziamenti.

 
Dipendente Alpitour da 16 anni

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