Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Exilles

Ritardi nei pagamenti della Regione, il forte di Exilles chiude

Il monumento della val Susa da qualche giorno è chiuso al pubblico. La Regione deve ancora liquidare i contributi del 2012, circa 400mila euro

Se avete in mente un fine settimana all'insegna della cultura, in Valle Susa, non andate al forte di Exilles, perché lo troverete chiuso. La brutta notizia, paventata già da qualche settimana, è diventata realtà: da qualche giorno le visite allo storico monumento della Valle, uno dei simboli del Piemonte, sono state sospese per la mancata liquidazione da parte della Regione dei contribuiti 2012.

Insomma, porte chiuse ad uno dei più significativi testimoni del passato militare del Piemonte, e tutto per mancanza di fondi. La notizia, nelle scorse settimane, aveva fatto il giro della rete, tanto che è stata anche organizzata una petizione che ha raggiunto, qui (https://www.change.org/it/petizioni/regione-piemonte-tenere-aperto-il-forte-di-exilles) oltre 1500 firmatari.

Il Museo Nazionale della Montagna, che gestisce il forte, denuncia una situazione finanziaria insostenibile, a causa dei ritardi dei pagamenti da parte di piazza Castello, che deve circa 400mila euro. Il consigliere regionale Nino Boeti (Pd) in una interpellanza esorta la Regione a "rispettare gli impegni". "Dal momento che l'assessore alla Cultura, Michele Coppola, ha dichiarato che gli impegni presi con il Museo della Montagna saranno rispettati - afferma Boeti - è giunto il momento che lo faccia. La Regione ha investito cinque milioni per il restauro interno della fortezza, e l'assessore Coppola in occasione dell'inaugurazione aveva dichiarato che la Regione intendeva puntare a una valorizzazione sul modello di quanto fatto in Valle d'Aosta con il Forte di Bard. E' quindi grave che il Forte si sia dovuto chiudere a causa del mancato pagamento dei contributi regionali".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ritardi nei pagamenti della Regione, il forte di Exilles chiude

TorinoToday è in caricamento