Cronaca

In Valsusa sindaci sempre più divisi. E i No Tav sono determinati a "resistere"

Il prefetto di Torino ha convocato i sindaci della Comunità Montana Valli di Susa e Sangone per venerdì 3 giugno per fare il punto sulla situazione relativa all'apertura dei cantieri per la Tav

La Tav non solo non mette d'accordo i sindaci del territorio, ma crea persino inattese e laceranti divisioni. Nuova spaccatura nel fronte dei sindaci della Valle di  Susa. Alla riunione convocata la scorsa sera a Bussoleno, nella sede della Comunità Montana Valli di Susa e Sangone, non hanno partecipato gli amministratori locali di centrodestra. Oltre ad avere una posizione diametralmente opposta sulla nuova ferrovia Torino-Lione - sono favorevoli mentre i loro colleghi di centrosinistra sono contrari - contestano alcune questioni di metodo, come la decisione di istituire una comunità di crisi "senza neppure consultarci", accusa Paolo Alpe, primo cittadino di Borgone. "E - aggiunge - il presidente della Comunità Montana, Sandro Plano non ha più la nostra fiducia".

Scende in campo anche il coordinatore piemontese
del Pdl, Enzo Ghigo. "E' giunta l'ora - dice - che le amministrazioni comunali possano tornare a rappresentare veramente l'interesse di tutti i cittadini compresa la larga maggioranza che vuole la Tav".  I deputati del Pd Stefano Esposito e Giorgio Merlo, pur favorevoli alla Torino-Lione, invitano ad ascoltare le accuse di Plano secondo il quale "il governo ha fatto solo promesse, ma la Valle di Susa attende i soldi veri". 

Ieri a Chiomonte è stata una giornata di relativa calma, dopo i disordini della notte tra lunedì e martedì, quando operai che volevano aprire il cantiere della nuova ferrovia Torino-Lione erano stati bersagliati dai manifestanti No Tav con lanci di sassi e altri oggetti. Ci sono stati, tuttavia, momenti di tensione, tra i Carabinieri e alcuni attivisti che avevano piazzato un camper all'imbocco di una strada per bloccare l'accesso alla futura area di scavo del tunnel esplorativo. Alla fine una quindicina di No Tav sono stati denunciati. Una nota del Comitato No Tav Torino ieri precisava: "Specifichiamo che alla centrale idroelettrica, non c'è nessun check point o blocco mobile, bensì un punto informativo e di accoglienza proprio per garantire la maggiore affluenza sul posto". Un attivista, Turi Vaccaro, ha incominciato lo sciopero della fame.

NO TAV 2005-2011: STORIA DEL MOVIMENTO

A sostegno dei No Tav arrivano le parole di Vittorio Bertola (Movimento 5 Stelle): "Qualsiasi persona democratica" dichiara Vittorio Bertola, capogruppo eletto del MoVimento 5 Stelle al Comune di Torino, "non può che condannare i disordini in Val Susa contro una popolazione che da anni si oppone a un colossale spreco di denaro pubblico e alla devastazione ambientale che esso comporterebbe. La violenza è quella di chi da anni invia migliaia di poliziotti a spese dei cittadini per perseguire un colossale appalto di interesse esclusivamente privato, militarizzando un'intera valle."

Nell'attesa che gli operai tornino in Val di Susa per tentare di aprire il cantiere (ma quando torneranno? C'è solo qualche settimana di tempo per il via ai lavori, altrimenti niente fondi europei), continuano le polemiche per la sassaiola di lunedì. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni le ha definite "aggressioni fasciste" e ha annunciato un'iniziativa del sindacato per esprimere solidarietà ai lavoratori. Agostino Ghiglia, presidente del gruppo Pdl alla commissione Ambiente della Camera, ha preannunciato un'interrogazione parlamentare mentre il vicesegretario nazionale dell'Ugl polizia, Luca Pantanella, respinge l'accusa che gli agenti "siano stati troppo morbidi contro i manifestanti".

Il prefetto di Torino, Alberto Di Pace, ha convocato i sindaci della Comunità Montana Valli di Susa e Sangone per venerdì 3 giugno, per fare il punto sulla situazione relativa all'apertura dei cantieri del tunnel geognostico propedeutico alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Secondo i sindaci riuniti questa sera in assemblea a Bussoleno (Torino), si tratta di "una convocazione quanto meno tardiva - ha detto il presidente della comunità montana, Sandro Plano - vista la situazione di urgenza in cui ci troviamo"

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