Chiesta condanna a un anno e due mesi per la sindaca, a rischio la legislatura

Capolinea con sentenza di primo grado

La sindaca Chiara Appendino

I procuratori aggiunti Marco Gianoglio ed Enrica Gabetta hanno chiesto, a conclusione di una requisitoria durata quattro ore, di condannare a un anno e due mesi di reclusione la sindaca Chiara Appendino per falso ideologico e in atto pubblico e abuso d'ufficio nel processo per il caso Ream. In caso di condanna, anche non definitiva, si concluderebbe la legislatura, come previsto dalla legge Severino. La richiesta è stata formulata ieri, giovedì 6 febbraio 2020.

Il processo si sta celebrando con rito abbreviato davanti al giudice Alessandra Pfiffner. I magistrati hanno chiesto anche un anno e due mesi per l'assessore al bilancio Sergio Rolando e un anno per l'ex capo di gabinetto Paolo Giordana. Imputato anche il direttore delle finanze comunali Paolo Lubbia, che però ha scelto di affontare il processo con rito ordinario (per lui quindi c'è stata solo la richiesta di rinvio a giudizio).

L'accusa, nei confronti di tutti, è di avere garantito l'equilibrio del bilancio 2016 attraverso un falso contabile, ossia conteggiando un credito di 19,7 milioni ottenuto dall’aggiudicazione dell’area ex Westinghouse ad Amteco Maiora, ma non il corrispettivo debito di cinque milioni, da restituire alla Ream (somma che è stata poi saldata nel 2018), tra l'altro col parere contrario dei revisori dei conti.

La sentenza è prevista a marzo.

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