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Chiese 20mila euro per conto di Furchì, condannato a 7 anni Vincenzo D'Alcalà

D'Alcalà, secondo il pm Roberto Furlan, avrebbe preteso soldi da un manager per conto di Furchì, che per questa vicenda è indagato

Aveva preteso 20mila euro da un manager, per conto di Furchì. Per questo motivo Vincenzo D'Alcalà, un personaggio considerato dagli inquirenti vicino ad ambienti criminali, è stato condannato a sette anni di carcere più due di casa di lavoro.

Questa la pena inflitta dal tribunale di Torino a D'Alcalà, processato per un caso di estorsione che riguarda anche Francesco Furchì, l'uomo condannato all'ergastolo per l'omicidio del consigliere comunale Alberto Musy.

D'Alcalà, secondo il pm Roberto Furlan, avrebbe preteso soldi da un manager (Di Gioia) per conto di Furchì, che per questa vicenda è indagato. Di Gioia era stato coinvolto da Furchì nel progetto, non andato in porto, di inserirsi nella società ferroviaria Arenaways. "Il processo - commenta l'avvocato difensore, Claudio Strata - ha portato alla luce aspetti differenti da quelli ipotizzati. L'accusa aveva chiesto dodici anni. Noi ripartiremo da sette e andremo in appello".

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