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Sabato, 28 Maggio 2022
Cronaca

La Chiesa torinese e il mondo GLBT

Dichiarazione in merito alla recenti polemiche circa una espressione presente nel parere del Centro di Bioetica

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

La Chiesa torinese, sia nelle intenzioni del suo Pastore l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia sia nella prassi pastorale e negli orientamenti della Curia, ritiene che l’interpretazione data ad una frase del parere sulla LR n.79 sia stata eccessiva rispetto alle intenzioni: non c’è alcuna volontà di identificare l’omosessualità con una malattia da curare, però c’è l’impegno di fare sì che ci sia una visione globale del problema inserito in una prospettiva cristiana dell’uomo e della famiglia. Grande rispetto va dato a tutte le persone che hanno concezioni e idee anche diverse da quelle sostenute dalla Chiesa.

La nostra Chiesa continua a perseguire un atteggiamento di incontro e di accoglienza delle persone omosessuali, credenti e non, come finora si è fatto con frutto attraverso un tavolo di studio composto da due sacerdoti appositamente delegati dal Vescovo e alcuni rappresentanti di gruppi di credenti omosessuali. Come è noto, tale dialogo è sfociato nella pubblicazione del libro Omosessualità e fede. Assistenza pastorale e accompagnamento spirituale (editrice Effatà, Cantalupa-Torino 2009) introdotto da una prefazione dell’allora Arcivescovo di Torino card. Poletto che significava l’impegno della Chiesa torinese in questo settore pastorale, impegno che l’attuale Arcivescovo Nosiglia ha sottoscritto e fatto suo, fin dall’inizio del suo ministero episcopale a Torino, dando piena fiducia al suddetto lavoro di dialogo e confermando l’incarico dei due sacerdoti.

Pertanto, questa attenzione della Chiesa torinese alle persone gay, lesbiche e trans, apprezzata e riconosciuta non solo all’interno dei credenti omosessuali, continua tuttora nella normale prassi della Arcidiocesi e, in particolare, della Curia diocesana. Anzi, il Vicario episcopale per la pastorale e la formazione, su incarico esplicito
dell’Arcivescovo, ha scritto all’on. Anna Paola Concia rendendosi disponibile per un incontro dialogico, come la Stessa aveva richiesto tramite la stampa. Riteniamo, infatti, come cristiani che la via evangelica non sia mai quella dello scontro, ma quella del confronto sereno e della convergenza su alcuni valori fondamentali e comuni.

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