La chat in cui si ordinavano stupri, mutilazioni ed esecuzioni di bambini: due ragazzini torinesi nei guai

Sequestrati files e supporti

immagine di repertorio

Due 17enni di Rivoli, un ragazzino e una ragazzina, sono indagati dai carabinieri di Siena per pedopornografia e istigazione a delinquere per avere fatto parte di una chat in cui si potevano ordinare, pagando in bitcoin o con carte prepagate, crimini atroci ai danni di bambini (stupri, amputazioni e omicidi) che si trovano nel sud-est asiatico. Il ragazzo è difeso dall'avvocato Stefano Tizzani. Non è chiaro se anche loro abbiano ordinato le violenze in prima persona.

L'inchiesta è il seguito di quella, di ottobre 2019, su un gruppo antisemita denominato Shoah Party. Il ragazzo 17enne è lo stesso già indagato in quel filone. Ieri mattina, mercoledì 15 luglio 2020, i carabinieri della compagnia cittadina si sono presentati nuovamente a casa sua. La ragazza è una sua compagna di scuola che ha parlato con lui di quelle cose in chat, anche se non è chiaro se abbia avuto degli accessi diretti alle stanze degli orrori sul web, denominate Red Room.

Sono stati sequestrati centinaia di migliaia di files, pc, telefoni, tablet, hard disk e chiavette usb su cui sarebbero custoditi files contenenti abomini di ogni genere, che venivano fatti circolare nel deep web. "Domani il giovane andrà a Firenze per essere ascoltato dai magistrati - dice l'avvocato Tizzani - e per chiarire la sua posizione".

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