Cronaca Cenisia / Via Paolo Borsellino

Finisce il degrado: un centro congressi sull'area Westinghouse

In via Paolo Borsellino finisce il degrado per l'area Westinghouse, ora di proprietà della Città: è stato approvata la delibera per la sua trasformazione in un centro congressuale

Il futuro dell’area Westinghouse sarà quello di un centro congressi. Sull’area un tempo occupata dagli stabilimenti, oggi di proprietà del Comune, si apre dunque il percorso per un grande centro congressi che trasformi il volto della grande superficie di via Paolo Borsellino. Ieri in Sala Rossa è stata presentata e approvata la delibera a riguardo.

La scorsa primavera, un avviso pubblico aveva ricevuto due manifestazioni di interesse da parte di operatori economici, che si sono aggiunte all’impegno già manifestato dalla società Ream Sgr: il consiglio, dunque, ha stabilito le linee guida per predisporre il bando pubblico per l’assegnazione del diritto di superficie (per 99 anni) e per la successiva convenzione tra aggiudicatario e Comune. La base d’asta per aggiudicarsi il lotto è di 16,7 milioni di euro, ovvero 417 euro e 65 cent al metro quadro.

Nel progetto si pensa ad una sala con una capienza di 5mila posti: su 40mila metri quadri di superficie, 16500 saranno destinati all’area congressuale, 10mila al massimo per Aspi – attività di servizio. Oltre al centro congressi, si potrà realizzare anche dei centri di ricerca, residenze universitarie e altre funzioni tutte culturali.


Chi si aggiudicherà la gara, potrà ottenere il diritto di superficie e dovrà poi seguire l’iter consueto fino a ottenere l’autorizzazione a costruire e sarà invitato a bandire un concorso di progettazione che garantisca ampia partecipazione anche di giovani architetti.

Il progetto in aula è stato definito “morte del piccolo commercio” dalla Lega Nord, per voce di Fabrizio Ricca: “Torino diventa la capitale europea degli ipermercati. Quest’amministrazione cerca di tappare i buchi di bilancio cementificando la città e creando inutili centri commerciali. Dubito dell’utilità di un centro congressi da 5000 posti, chiedo che la Giunta faccia un passo indietro su questa delibera”. Anche Vittorio Bertola (M5S) si oppone: “Mettiamo all’asta questa operazione senza il beneplacito urbanistico della Regione, vendendo territorio per fare cassa. Il centro congressi prospettato ha come prezzo l’ennesimo centro commerciale. Vorremmo dati sull’utilizzo effettivo dei centri congressi esistenti, i dati Federcongressi a livello nazionale denunciano un calo netto degli eventi e dei partecipanti, calo ancora più accentuato (sino al 20% in meno) proprio nelle grandi strutture congressuali. Diminuirà il verde in una zona di Torino dove è già oggi scarso: e quanto dovrà spendere la città per bonifiche e spostamento di servizi”.

Diversa la posizione del sindaco Piero Fassino, per il quale Torino ha subito in questi anni una profonda trasformazione, che la rende sempre più una città congressuale e internazionale. "Ogni esperto del settore segnala Torino come una città ottimale per i congressi, priva delle dis-economie delle metropoli, cha hanno costi di ricettività più elevati e una mobilità più intensa".

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